lunedì 27 dicembre 2010

Anteprima Giunti Y - Il dilemma dell'onnivoro di Michael Pollan

In uscita a gennaio 2011

Contenuto

Michael Pollan decide di improvvisarsi «detective del cibo» per conoscere l’evoluzione e i segreti nascosti dietro quello che si mangia, dal seme al frutto, dalla storia del «cibo con una faccia» alla carne lavorata e anatomicamente irriconoscibile.
Inizia così una ricerca che lo porta a conoscere varie realtà, dalla produzione industriale a quella dei produttori diretti. Fast food, supermercati, fabbriche, macelli e piccole fattorie diventeranno il terreno della sua instancabile marcia verso la consapevolezza.
In questo viaggio pieno di scoperte ma anche di incertezze, Pollan dovrà affrontare molte esperienze che lo metteranno a dura prova, dovrà combattere e accettare compromessi, dovrà forzare la sua indole e imparare a cacciare e a uccidere per nutrirsi. Alla fine però ritroverà la strada di un rapporto diverso con madre natura e sarà in grado di scegliere come comprare, cucinare e mangiare.
La sua ricerca si conclude con un menù a quattro portate dove finalmente quello che c’è nel piatto non è più un dilemma ma la storia appena raccontata.

L'autore

Michael Pollan è un affermato giornalista e professore dell’Università di Berkley.
Collabora dal 1987 con il The New York Times Magazine ed è autore di quattro New York Times bestsellers: Food Rules: An Eater’s Manual (2010) - In Defense of Food: An Eater’s Manifesto (2008) - The Omnivore’s Dilemma: A Natural History of Four Meals (2006) e The Botany of Desire: A Plant’s-Eye View of the World (2001).
In difesa del cibo (Adelphi 2009) è stato definito uno dei migliori dieci libri del 2006 dal New York Times and the Washington Post.
Vincitore di numerosi Premi, Pollan è stato finalista per il National Book Critics Circle Award ed è apparso nella TIME 100: la classifica delle 100 personalità più influenti del 2010 del Time.
Il suo sito è: http://michaelpollan.com/

1 commento:

  1. Sto leggendo questo libro.
    Appena l'ho preso in mano non ero molto convinta,pensavo ad un solito libro sull'alimentazione.ormai si trovano a iosa esperti in questo o quel campo che ti dicono come cosa mangiare.
    Mi è bastato però girarlo e leggere "..il fast food è cibo di cattiva qualità...per produrlo occorrono una grande quantità di petrolio e di farmaci.Quando mangi fast food mangi letteralmente petrolio".
    Adoro i panini del fast food così buoni e pieni di schifezze e sopratutto pronti quando vuoi senza dover pensare alla cena da preparare.L'ho sempre saputo che non erano il top della genuinità della salute etc,ma una volta ogni tanto... Ora però dopo quello che stò leggendo non credo che riuscirò più a portare le mie figlie in uno di questi posti.
    Unica mia speranza è sperare nella maggior ristretezza delle leggi italiane ed europee in fatto di alimenti per uomini e bestiame.ma a tal proposito mi devo ancora informare.
    Comunque stò iniziando a valutare meglio i miei acxquisti anche se non è molto semplice...sapere che la mia bistecca mi arriva da tal paese piuttosto che da un altro che è stata sezionata qui piuttosto che là e che è stata confezionata qui o là non mi dà nessuna informazione precisa su cosa ha mangiate la mucca prima di diventare bistecca.Dovrei informarmi sulle normative di ogni stato che trovo sull'etichetta... un bel lavoro,quasi come quello di Michael Pollan.
    Per fortuna ora almeno abbiamo le etichette che hanno l'obbligo di indicare la provenienza... meglio di niente anche se non credo sia sufficiente... erba o mangime infestato di antibiotici,medicine e...? questo è il problema!
    Non avevo poi nemmeno idea di quanti prodotti si potesse ottenere dal mais... mi stò faccendo un elenco delle sostanze descritte nel libro per poi cercarle nelle cose più diverse che ho in casa..
    mangiare cibo vero.Uno dei consigli di Pollan.
    Ho avuto la fortuna di mangiare per un periodo burro e formaggio prodotto da un conoscente che aveva alcune mucche (ora purtroppo per motivi d'età ha smesso) sentivo il sapore del latte in quel burro..altrochè i burri (pur costosi)del supermecato.
    Per essere arrivata solo a metà libro ( e lo ammetto aver sbirciato e letto un pò di qua e di là anche il resto) è un libro che invita a riflettere su ciò che ingeriamo.
    Buona lettura.

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