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sabato 12 dicembre 2015

Il cimitero dei folli – Ray Bradbury

Notte di Halloween, anno 1954. Un giovane sceneggiatore, da poco entrato a far parte di una delle maggiori case di produzione hollywoodiane, riceve un invito anonimo e si reca negli studios; e qui tra una corsa di bighe, la sabbia del deserto e le cascate del Niagara, scopre nascosto dietro un tramezzo un cimitero, un luogo fitto di segreti che lo trascina in un vortice di intrigo e mistero. Ray Bradbury offre in questo libro una combinazione di poliziesco e letteratura noir.

Commento

Ray Bradbury è famoso per le sue opere di fantascienza come “Fahrenheit 451” o “Cronache marziane” ma nella sua lunga carriera letteraria si è cimentato anche in altri generi come l’horror e il giallo poliziesco.
“Il cimitero dei folli” (A Graveyard for Lunatics - 1990) è il secondo titolo di una trilogia mystery preceduta da “Morte a Venice” e seguita da “Constance contro tutti”.
Il protagonista è un giovane sceneggiatore della “Maximus Film” - la più grande industria cinematografica d’America – che nella notte di Halloween del 1954 riceve un invito misterioso al cimitero di Green Glades accanto agli studios.

“P.S. Ti attende una grande rivelazione. Materiale per un bestseller letterario o un superbo soggetto cinematografico. Non mancare!”

Titubante per la proposta ma curioso per natura,il nostro eroe decide di recarsi all’appuntamento. Ma per sua sfortuna trova solo un cadavere ai piedi di una scala, il corpo di James Charles Arbuthnot, il grande magnate della Maximus morto da venti anni.
Ma come è possibile?
Con l’aiuto del suo migliore amico Roy, inizierà le indagini tra pericoli e colpi di scena…

“Il cimitero dei folli” è il titolo perfetto per questo libro, infatti la follia aleggia tra le quinte dei più grandi studios d’America: tra registi e attori eccentrici, divi del passato e vecchi misteri mai risolti.
Il protagonista non ha nome ma è il riflesso dell’autore stesso, infatti Bradbury ha lavorato come sceneggiatore negli anni cinquanta (uno dei suoi adattamenti è stato Moby Dick del 1956) e conosceva bene l’ambiente del cinema.
Sicuramente è un omaggio ai grandi film del passato ma è anche una critica all’industria cinematografica del tempo, a tutto quello che succede dietro le quinte: come i capricci dei registi e dei produttori, il modo in cui trattano gli autori, ecc.
Molti riferimenti sono autobiografici e alcuni personaggi sono stati modellati su persone reali: come l’amico del cuore Roy (in realtà Ray Harryhausen) e soprattutto Fritz Wong alias Fritz Lang, il grande regista di “Metropolis” e “M - Il mostro di Düsseldorf”.

Il romanzo è molto diverso dalle storie di fantascienza a cui ci ha abituato sia per ambientazione che per stile. La trama procede come un giallo poliziesco alla Chandler, con misteri e intrighi da svelare ma non è una lettura semplice, soprattutto nella prima parte.
Nonostante questo mi è piaciuto, sono una grande amante dei film in bianco e nero e questo romanzo mi ha fatto venire in mente i noir con Bogart.
Tra i personaggi che ho apprezzato di più segnalo Constance, la vecchia diva che aiuta il protagonista e G.C. un eccentrico attore che interpreta Gesù da trenta anni.

Titolo: Il cimitero dei folli
Traduttore: Terzi A.
Editore: Mondadori
Collana: Piccola biblioteca oscar
Data di Pubblicazione: Aprile 2003
ISBN: 880451759X
ISBN-13: 9788804517597
Pagine: 377
Prezzo: €. 10,00

martedì 26 agosto 2014

Il grande sonno - Raymond Chandler

“Cosa importa dove si giace quando si è morti? In fondo a uno stagno melmoso o in un mausoleo di marmo alla sommità di una collina? Si è morti, si dorme il grande sonno e ce ne si fotte di certe miserie. L’acqua putrida e il petrolio sono come il vento e l’aria per noi. Si dorme il grande sonno senza preoccuparsi di essere morti male, di essere caduti nel letame. Quanto a me, ne condividevo una parte pure io, di quel letame, ora.”

Recensione 

“Il grande sonno” (1939) è il primo titolo di una serie con protagonista il detective privato Philip Marlowe, il duro dal cuore tenero nato dalla penna di Raymond Chandler, scrittore statunitense di romanzi polizieschi.
Siamo nella Los Angeles degli anni trenta. Il detective Marlowe viene convocato dal ricco generale Sternwood per indagare su una lettera ricattatoria che riguarda la sua famiglia.
Il generale ormai vecchio e paralitico vuole difendere le sue figlie da questa estorsione. La maggiore si chiama Vivian ed è sposata con Rusty Regan, un ex contrabbandiere irlandese scomparso da un mese, forse in compagnia di un’altra donna, l’altra è Carmen, una ragazza di vent’anni che si comporta come una bambina ingenua.
Marlowe accetta l’incarico e inizia le indagini, ma si rende conto che la soluzione è più complicata del previsto…

Azione, colpi di scena e un protagonista irresistibile, “il grande sonno” è un classico della narrativa poliziesca che ha ispirato varie generazioni di scrittori gialli. La narrazione è in prima persona ma Chandler descrive sapientemente anche gli altri personaggi, il meglio della malavita anni trenta in America: i gangster, i contrabbandieri, i ricattatori, le dark lady senza scrupoli, ecc.

Ho apprezzato molto questo romanzo, sia per la trama avvincente e ricca di suspense che per la caratterizzazione psicologica del protagonista, un uomo ironico e cinico ma con una sua morale.
Quando immagino il protagonista non posso fare a meno di pensare alla sua versione cinematografica più famosa, al rude ma affascinante Humphrey Bogart (assolutamente perfetto nella parte) che nel 1946 ha dato vita al personaggio di Marlowe insieme a Lauren Bacall, sua partner sul set e nella vita.

Lo consiglio a tutti gli appassionati di romanzi gialli e polizieschi.

L'autore 

Raymond Chandler (Chicago, 1888 - La Jolla, 1959) dopo gli studi in Inghilterra torna in America e si stabilisce in California. Inizia a lavorare nel campo petrolifero, ma nel 1933 collabora con la rivista gialla “Black Mask” che aveva lanciato il genere poliziesco d’azione. Nel 1939 pubblica il suo primo romanzo, Il grande sonno, che ha per protagonista l’investigatore privato Philip Marlowe. Nel 1943 firma un contratto con la Paramount e comincia a lavorare per il cinema come sceneggiatore. Intanto la salute, minata dall’alcol, si deteriora e un anno dopo la morte della moglie, avvenuta nel 1954, Chandler tenta il suicidio. Iniziano i soggiorni in cliniche private per disintossicarsi. Muore prima di aver terminato l’ottavo romanzo di Philip Marlowe, The Poodle Spring Story. Feltrinelli ha pubblicato: I racconti della semplice arte del delitto (1962), Otto storie inedite (1964), Blues di Bay City (1966, edizione ampliata 1975), L’uomo a cui piacevano i cani e altri racconti (1974), Il grande sonno (1987), Addio mia amata (1988), La signora nel lago (1988), La sorellina (1989), Il lungo addio (1989), Finestra sul vuoto (1990), Ancora una notte (1990), Vento rosso e altri racconti (2012) e, nella collana digitale Zoom, La donna nel lago (2012).

Titolo: Il grande sonno
Autore: Raymond Chandler
Traduttore: Del Buono O.
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale economica
Data di Pubblicazione: Novembre 2013
ISBN: 8807883309
ISBN-13: 9788807883309
Prezzo: €. 8,50

domenica 21 ottobre 2012

La donna in bianco - Wilkie Collins

Quale terribile segreto nasconde la misteriosa figura femminile che si aggira per le buie strade di Londra? Questo è solo il primo di una serie di intrighi, apparizioni e sparizioni, delitti e scambi di identità che compongono la trama de "La donna in bianco". Nel 1860 Charles Dickens pubblicò il romanzo a puntate sulla sua rivista "All the Year Round", suscitando uno straordinario interesse nel pubblico che seguì per un intero anno le vicende della sventurata Anne Catherick e quelle degli altri personaggi, descritti con impareggiabile abilità psicologica, come l'impavida Marian Halcombe, il coraggioso Walter Hartright e l'affascinante quanto ambiguo conte Fosco. È passato un secolo e mezzo e le cose non sono cambiate. Anche il lettore moderno più smaliziato non può che rimanere piacevolmente intrappolato negli ingranaggi di questo romanzo che ha segnato per sempre la tradizione del mistery, facendo guadagnare al suo autore l'attributo di "padre del poliziesco moderno".

Recensione

In una sera d’estate del 1856, Wilkie Collins sta passeggiando per le vie del Regent’s Park in compagnia di suo fratello Charles e del pittore J.G. Millais. Tutto sembra tranquillo ma ad un certo punto ascoltano le urla disperate di una ragazza che sta scappando da una villa.
“E’ una giovane donna di bell’aspetto che indossa dei bianchi abiti fluenti che brillano al chiaro di luna”
La giovane si chiama Caroline Graves e raggiunta dallo scrittore gli rivela che è stata imprigionata da un uomo crudele che la sottoponeva a esperimenti di “magnetismo”.

Questo episodio, citato nella biografia del pittore Millais, sarà ripreso nel romanzo “La donna in bianco”, una storia pubblicata a puntate dal 1858 al 1859 sulla rivista «All the Year Round» del collega e amico Charles Dickens, che in breve tempo diventerà un vero e proprio caso letterario, appassionando i lettori che aspettano con ansia ogni uscita.

“Questa è la storia di quel che la pazienza di una donna può sopportare, e che la determinazione di un uomo può ottenere...”

Walter Hartrigh è un giovane maestro di disegno che ottiene un incarico come insegnante presso una nobile famiglia di Londra, i Fairlie, composti dal padrone di casa il signor Frederick Fairlie, sua nipote Laura e la sorellastra Marian che diventeranno sue alunne.
Durante il viaggio viene fermato da una misteriosa donna vestita di bianco…

“E lì, al centro della strada luminosa – lì, come se fosse spuntata in quel momento dalla terra, o caduta giù dal cielo – vidi stagliarsi solitaria la figura di una donna, vestita di bianco dalla testa ai piedi, che mi scrutava con espressione grave, e con la mano indicava la nuvola scura sopra Londra, guardandomi dritto negli occhi”.
 
La ragazza, pallida e spaventata gli chiede delle informazioni per arrivare a Londra, e il giovane allarmato dall’apparizione e dal suo stato emotivo, cerca di aiutarla accompagnandola  per un pezzo di strada.
Durante il tragitto scopre alcuni particolari della sua vita, il suo odio verso un baronetto di cui non vuol svelare il nome e l’affezione verso una gentildonna che l’ha presa sotto la sua protezione da bambina, la Signora Fairlie, morta da anni ma di cui serba un dolcissimo ricordo.

Walter gli paga una carrozza ma mentre si allontana scorge due uomini che la stanno inseguendo perché è scappata da un manicomio.
Turbato dall’episodio, il giovane arriva in ritardo alla tenuta e deve aspettare l’indomani per incontrare i membri della famiglia.
La prima ad accoglierlo è Marian Halcombe, una delle sue allieve, che compensa la mancanza di beltà con una mente acuta e una lingua tagliente. Marian lo tratta con grande familiarità presentandosi come la sorellastra povera e brutta di Laura Fairlie, l’erede di famiglia che oltre alla ricchezza possiede un grande fascino e una innata dolcezza verso tutti, ma nonostante le differenze fisiche e sociali, le due sorelle sono legatissime tra loro.
Walter le racconta l’incontro con la donna in bianco e il suo affetto verso la defunta signora Fairlie (madre delle due sorelle) e Marian incuriosita gli promette di fare delle ricerche tra le lettere della madre.

Dopo un breve dialogo con il padrone di casa, il filantropo sig. Fairlie, Walter incontra la seconda allieva, la bellissima Laura che lo affascina con i suoi modi gentili e delicati ma l’incontro con la ragazza gli lascia una strana impressione. Il suo volto gli ricorda qualcuno e lo scoprirà grazie alle lettere della signora Fairlie che in una corrispondenza con il marito gli racconta di una bambina, Anne Catherick che ha preso sotto la sua ala protettrice per la straordinaria somiglianza con la sua dolce figlia, Laura.
Per Walter questa rivelazione è uno shock perché in effetti le due ragazze si assomigliano moltissimo ma una è pallida e malata, l’altra è piena di vita.
Ma dimenticata la donna in bianco, con il passare dei giorni i sentimenti dei due giovani si trasformano da semplice amicizia a legame profondo, ma Marian confida al giovane che la sorella è promessa sposa ad un baronetto, Sir Percy Glide, non per amore ma per dovere verso il padre che li ha promessi prima di morire.

Anche la misteriosa Anne Catherick aveva dei legami con un baronetto, sarà la stessa persona? E cosa succederà ai due giovani?

Non vado oltre con la trama ma questa storia così affascinante e avvincente mi ha davvero conquistata. Non mi stupisce il suo grande successo (uscirono persino dei capi d’abbigliamento con la scritta “donna in bianco”).
Wilkie Collins è stato un grande narratore e il suo motto Falli ridere, falli piangere… falli attendere!” è reso alla perfezione, sono convinta che la carta vincente di questa storia sia “l’attesa”, quella apprensione che ti porta a pensare: ma cosa succederà tra qualche pagina? Chi morirà? Tra l’altro riesco ad immedesimarmi in quei poveri lettori che hanno dovuto aspettare un anno per scoprire la verità e svelare il mistero della donna in bianco.

La vicenda viene narrata da vari personaggi come testimoni in un processo, infatti ogni protagonista racconta la sua storia attraverso una raccolta di scritti (lettere, diari o confessioni).
L’ambientazione è molto curata, mi sono piaciute le descrizioni della tenuta Fairlie tanto viva e ricca al contrario della dimora di Sir Glide, sinistra e inquietante come il suo padrone.
I personaggi sono trattati con cura, Wilkie Collins descrive i suoi protagonisti nei minimi particolari, visivi e psicologici.
Ho notato che nella storia ricorre spesso il tema del doppio (molto in voga in quel periodo), personalità opposte al confronto come Laura con Anne, Walter con Sir Percy e soprattutto Marian con il Conte Fosco, il marito della zia di Laura, un nobile italiano che trama alle spalle dei protagonisti con atteggiamenti ambigui e subdoli. L'autore lo descrive come un uomo anziano di grande mole ma agile come un ragazzino, sensibile verso gli animali ma diabolico verso i suoi nemici, talmente affascinante da incantare tutti quelli che incontra. E' il villain perfetto e la lotta psicologica con la coraggiosa Marian sono le pagine più interessanti del romanzo, una sorta di attrazione/repulsione tra i due e secondo me sono i personaggi più riusciti della storia.

Ho scoperto per caso questo romanzo ma sono contenta di averlo letto e devo ammettere che mi è dispiaciuto finirlo, “la donna in bianco” è una storia dai contorni misteriosi e drammatici che consiglio agli amanti dei classici.



L’autore

William Wilkie Collins (1824-89) è uno dei primi autori di storie poliziesche. Il suo romanzo più celebre, La pietra di luna (1868) definito da T. S. Eliot «il primo e il migliore tra i romanzi polizieschi», ha fornito l'archetipo delle trame di mistero e di suspense centrate sulla soluzione razionale di un delitto misterioso. Amico e consigliere di Charles Dickens, collaborò alle sue riviste con un gran numero di racconti e un romanzo a puntate, La donna in bianco (1858).

• Titolo: La donna in bianco
• Autore: Wilkie Collins
• Traduttore: Tummolini S.
• Editore: Fazi
• Collana: Tascabili
• Data di Pubblicazione: Luglio 2009
• ISBN: 8881129914
• ISBN-13: 9788881129911
• Pagine: XX-688
• Formato: brossura
• Prezzo: €. 14,90

venerdì 15 giugno 2012

Ultime novità: I collezionisti di destini di Stephen J. Cannell

Dal 21 giugno arriverà in libreria il primo titolo di una serie poliziesca con protagonista il sergente Shane Scully del Dipartimento di polizia di Los Angeles, edito da Gargoyle (collana “Extra”).

Sto parlando di

I collezionisti di destini di Stephen J. Cannell

una via di mezzo tra il police procedural e l’hard boiled, dal maestro della narrativa seriale americana e pluripremiato produttore di Hollywood (con serie tv come A-Team, 21 Jump Street e Renegade).

"Io riconosco il distintivo del mio ufficio come simbolo di pubblica fede, e lo accetto perché affidatomi dalla società fino al momento in cui verrò meno all’etica del mio servizio."

Shane Scully, sergente dello smisurato e ultra-ramificato Dipartimento di polizia di Los Angeles, riceve nel cuore della notte la chiamata di Barbara Molar, una sua antica fiamma. Preda della furia del marito, la donna invoca aiuto finché la comunicazione non si interrompe di colpo. Allarmato, Shane si precipita dai Molar riuscendo a salvare Barbara dalla violenza del coniuge ma uccidendo quest’ultimo nella colluttazione. La disgrazia si rivela un vero boomerang: Ray Molar era infatti un tenente pluridecorato, forte di un’enorme popolarità tra i poliziotti. Shane è rinviato al giudizio e il suo fascicolo viene assegnato al procuratore Hamilton dell’Unità Affari Interni, il regno dei cosiddetti “collezionisti di distintivi”: quegli agenti che, designati a investigare sui colleghi, ne determinano in modo irreversibile le carriere attraverso l’eventuale e definitiva confisca del distintivo. A peggiorare la situazione, c’è il fatto che il sergente Alexa Hamilton ha più di un pregiudizio negativo nei confronti di Shane Scully.
Con quasi l’intero Dipartimento contro e inviso, al contempo, ai vertici della Pubblica amministrazione della città (Molar era stato autista e guardia del corpo del sindaco), Shane intuisce di trovarsi addentro un intrico molto più vasto di quanto appaia, dove la sua carriera e il suo onore sono soltanto alcuni dei tasselli in gioco. Ben presto anche l’acuto sergente Alexa Hamilton si rende conto che qualcosa non quadra, a cominciare dall’aura leggendaria che seguita ad avvolgere Raymond “Dente d’acciaio” Molar anche da morto. Shane e Alexa avviano, così, un’indagine senza esclusione di colpi, che si dipana tra omicidi, ricatti, rapimenti e frodi d’ogni tipo, fino a scoperchiare un mefitico calderone d’inimmaginabile corruzione.

La serie

La serie è composta da otto titoli:

The Tin Collectors (2001) - I collezionisti di destini (2012)
The Viking Funeral (2002)
Hollywood Tough (2003)
Vertical Coffin (2004)
Cold Hit (2005)
White Sister (2006)
Three Shirt Deal (2007)
On the Grind (2009)

L’autore

Stephen J. Cannell (Los Angeles, 1941 - Pasadena, 2010) è stato un maestro della narrativa seriale americana, con cui si è misurato in varie vesti (scrittore, sceneggiatore, produttore e attore). Malgrado una grave forma di dislessia, nel 1964 Cannell si laurea in Giornalismo e, di lì a qualche anno, inizia a collaborare con la Universal come autore free lance di alcuni episodi de “Il tenente Colombo” e “Ironside”. Dal 1971 la collaborazione con la major diventa stabile e Cannell si distingue quale sceneggiatore di serie tv di grido come “Agenzia Rockford” (vincitrice di tre Emmy Award nel 1977, 1979 e 1980) e “Ralph supermaxi eroe”. Nel 1979 fonda la Stephen J. Cannell Productions e nel 1986 i Cannell Studios, realizzando alcuni tra i successi seriali più significativi del ventennio a venire, tra cui “A-Team”, “21 Jump Street” e “Renegade”. Nel 1996 esce il suo primo romanzo, The Plan, un thriller sui tentacoli della mafia nella politica a stelle e strisce, che diventa subito un bestseller negli USA; segue un’altra mezza dozzina di libri in un crescendo di vendite. Nel 2001 Cannell inizia a scrivere il ciclo del detective Shane Scully: otto romanzi, tutti bestseller del New York Times, pubblicati tra il 2001 e il 2011, che vendono in totale circa un milione e mezzo di copie nei soli Stati Uniti. I collezionisti di destini, primo titolo del ciclo, resta quello di maggiore successo con 240.000 copie vendute.

www.cannell.com

Hanno detto:

La serie poliziesca di Mr Cannel va servita liscia… e lui sa come andare direttamente al punto.
The New York Times

Un poliziesco mozzafiato, ricco d’azione e suspense, che svela gli elevati livelli di corruzione all’interno della Polizia di Los Angeles.
Publisher Weekly

Titolo: I collezionisti di destini
Autore: Stephen J. Cannell
Traduttore: Tavani B.
Editore: Gargoyle
Collana: Extra
Data di Pubblicazione: giugno 2012
ISBN: 8889541873
ISBN-13: 9788889541876
Pagine: 384
Formato: brossura
Prezzo: €. 15,90

mercoledì 14 settembre 2011

Il gioco dell'assassino - Sandra Scoppettone

Recensione

“Il gioco dell’assassino” è un thriller per ragazzi scritto negli anni ottanta dalla scrittrice statunitense Sandra Scoppettone, e pubblicato in Italia nella collana Junior-Giallo Mondadori.
La protagonista è Anna, un’adolescente che si è appena trasferita nel Maine con la sua famiglia e si è infatuata di Kirk Cunningham, il ragazzo più bello e ammirato del paese.

"Veniva giù dalla scalinata curva, i capelli biondi che gli ricadevano su un occhio. Provate a pensare a un divo del cinema. Mai visto due occhi con uno sguardo così penetrante."

Dopo un corteggiamento serrato la ragazza inizia una relazione con lui, ma durante un gioco di ruolo (il gioco dell'assassino) con i ragazzi del posto, Kirk viene assassinato sul serio e Anna decide di trovare il colpevole.

La vicenda viene raccontata dalla voce della protagonista che al momento del ritrovamento del cadavere inizia a ricordare tutti gli avvenimenti delle ultime settimane; l'arrivo nel piccolo paesino del Maine, l'incontro con i ragazzi del paese e soprattutto il corteggiamento costante di Kirk che ha cercato di conquistarla dal primo momento.

Ma chi era davvero Kirk?

Questa è la domanda ricorrente che ci accompagna lungo tutto il romanzo, perché in apparenza Kirk era un ragazzo amato e stimato da tutti, in realtà era odiato e detestato da molti e Anna scoprirà dei segreti inquietanti che per poco non le costeranno la vita.

Mi è piaciuta la figura della protagonista, una ragazza dolce e ingenua che vuole indagare come una vera detective (la mamma è una scrittrice di gialli e Anna cercherà d'imitare la protagonista dei suoi romanzi).
Molto interessante la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto Kirk, il protagonista assente, ma sempre presente nei ricordi della protagonista e dei suoi amici.

"Il gioco dell'assassino" è un romanzo coinvolgente e ben scritto che non ha niente da invidiare ai romanzi young-adult di ultima generazione.
Lo consiglio ai ragazzi come prima esperienza del mistery e anche agli adulti che vogliono passare un piacevole pomeriggio in compagnia di un giallo avvincente.

L'autrice

Sandra Scoppettone vive nei dintorni di New York ed è molto nota come autrice di una serie "mistery" per adulti, imperniata su un'abilissima investigatrice. È anche sceneggiatrice e ha scritto alcuni romanzi di successo per adolescenti. Mondadori ha pubblicato Il gioco dell'asssassino e Capelli viola.

Titolo: Il gioco dell'assassino
Autore: Scoppettone Sandra
Editore: Mondadori
Collana: Miti junior
Data di Pubblicazione: 1996
ISBN: 8804416238
ISBN-13: 9788804416234

domenica 21 agosto 2011

La sfida della mummia - Elizabeth Peters

Recensione

“La sfida della mummia” (Crocodile on the Sandbank, 1975) è il primo titolo di una serie di gialli storici ambientati nell’era vittoriana.
La protagonista è Amelia Peabody, una donna ribelle e anticonformista.

Amelia Peabody è una giovane ereditiera con la passione per l’archeologia, ha una forte personalità e nonostante i suoi trentadue anni non cerca marito e vuole viaggiare intorno al mondo.
Durante una visita a Roma, salva dalla povertà una ragazza, Evelyn, una giovane che ha lasciato la sua casa e i suoi affetti per seguire l’uomo che ama, ma che dopo poco tempo è stata abbandonata al suo destino.
Amelia si affeziona subito alla ragazza e la porta con sé in Egitto come dama di compagnia.
Al Cairo incontrano i fratelli Walter e Radcliffe Emerson, entrambi archeologi.
Evelyn è affascinata dalla gentilezza e dalla bontà d’animo del giovane Walter, invece Amelia prova una forte antipatia per il fratello più anziano Radcliffe, (“il solito maschio britannico, prepotente, chiassoso e volgare”) che la tratta male e la considera una “donna inglese arrogante e impicciona”.
Dopo questo incontro burrascoso, le due donne partono in crociera sul Nilo.
Durante il tragitto ritroveranno i due fratelli in un sito archeologico, dove di notte appare la mummia di un antico sacerdote che cercherà di ucciderli…

Il romanzo è narrato in prima persona dalla protagonista, ma nonostante questo l’autrice riesce a delineare anche gli altri personaggi della vicenda.
La parte storica è abbastanza accurata, Radcliffe accenna alle prime ribellioni del Sudan contro il colonialismo britannico, e si lamenta degli scavi selvaggi e del traffico illecito dei beni ritrovati.
Parlando di scavi, è davvero interessante la descrizione della città perduta di Amarna, con i suoi pavimenti dipinti e i geroglifici. Un’ambientazione molto suggestiva (adoro le storie ambientate in Egitto).

“La sfida della mummia” è una piacevole lettura ma quello che mi ha colpito di più, non è tanto la trama quanto la personalità dei protagonisti (soprattutto Amelia e Radcliffe) e i rapporti che intercorrono tra loro.
Mi piace Amelia perchè è una protagonista energica e grintosa che non si lascia mettere i piedi in testa da nessuno, è molto ironica e autoironica (infatti mette spesso in evidenza la sua mancanza di fascino e il suo carattere difficile), ma è grazie alla sua caparbietà che riesce ad ottenere quello che vuole.
Radcliffe al contrario è rude e diretto, non ha modi gentili e non sopporta le donne (infatti all’inizio tratta male Amelia), ma ama il suo lavoro e tratta con cura e rispetto, i reperti archeologici trovati.
Il loro è un rapporto di odio/amore e i loro battibecchi sono esilaranti, però si rispettano e insieme cercheranno di far luce sul caso.
Evelyn e Walter sono i loro opposti, gentili e pieni di premure, cercano di frenare l’impulsività dei loro rispettivi compagni.

Sicuramente leggerò gli altri titoli della serie.

L’autrice

Elizabeth Peters (pseudonimo di Barbara Mertz) si è laureata in Egittologia all'Università di Chicago, presso il celebre Oriental Institute e ha al suo attivo anche una notevole produzione saggistica.
L'idea di scrivere romanzi che avessero come sfondo l'Egitto è nata appunto dal desiderio di combinare le sue due più grandi passioni: l'archeologia e la scrittura.
Nel 1998 è stata insignita del titolo di Grandmaster dall'associazione che riunisce i più prestigiosi giallisti americani, la Mystery Writers of America.

Titolo: La sfida della mummia
Autore: Elizabeth Peters
Traduttore: Verri B.
Editore: TEA
Collana: Teadue
Data di Pubblicazione: 2009
ISBN: 8850211260
ISBN-13: 9788850211265
Pagine: 304

venerdì 19 agosto 2011

Fermate il boia - Agatha Christie

Recensione

L’anziana signora McGinty è stata assassinata e il colpevole è stato arrestato. E’ James Bentley, un giovane chiuso e introverso che viveva come pensionante a casa della vittima.
Il caso è semplicissimo perchè il colpevole ha lasciato le sue impronte sull’arma del delitto, e la giuria lo ha condannato a morte.
Ma nonostante le prove a suo carico, per il sovrintendente Spence (che ha condotto personalmente le indagini) è tutto troppo semplice, per questo chiede al suo amico Hercule Poirot d’indagare sul caso. L’investigatore, stanco della routine quotidiana, accetta di buon grado la richiesta d’aiuto.
Arrivato sul posto, Poirot scopre che la vittima aveva comprato una boccetta d’inchiostro per scrivere delle lettere (cosa che non faceva mai), e tra i suoi averi nota un foglio di giornale, con un articolo riguardante quattro donne coinvolte in famosi omicidi del passato...

"Sotto il titolo, quattro riproduzioni fotografiche, sbiadite e un po' buffe. Le protagoniste vestivano secondo la moda di molti anni prima. E, sotto ciascuna foto, una didascalia. Eva Kane, "l'altra donna" nella tragica vi-cenda Craig. Janice Courtland, la tragica sposa di un mostro umano. La piccola Lily Gamboll, tragico prodotto di un'era d'ansia. Vera Blake, sposa inconsapevole di un assassino."
“DOVE SARANNO FINITE QUESTE DONNE??”.

Per Poirot, l’articolo è la chiave dell’omicidio e con l’aiuto (o quasi) della scrittrice di libri gialli Ariadne Oliver, troverà il vero assassino…

Agatha Christie non delude mai, i suoi gialli sono talmente avvincenti che non riesco a smettere di leggerli (mi piacerebbe collezionarli tutti) e “Fermate il boia” non fa eccezione.
Devo ammettere che tra Miss Marple e Hercule Poirot, preferisco l’investigatore belga perché è un uomo riflessivo e perspicace che grazie alla sua incredibile intelligenza, riesce a risolvere i casi più intricati.
Poirot è un personaggio molto particolare, unico nel suo genere, l’autrice lo descrive come un uomo piccolo e grassoccio, che nonostante l’età (è un poliziotto in pensione) veste in maniera impeccabile e cura molto il suo aspetto fisico (capelli e baffi sempre in ordine). E’ un maniaco della pulizia e ama i cibi raffinati, ma nel romanzo dovrà convivere con una coppia molto disordinata che non ama il buon cibo (che Poirot criticherà per tutto il libro).
E’ geniale anche se pecca di presunzione “io sono il grande, l'unico, l'insostituibile Hercule Poirot che tutti conoscono”, ma va bene così, possiamo perdonarglielo.

In questo romanzo, il nostro investigatore deve risolvere un caso molto intricato.
Da un semplice dubbio del sovrintendente Spence, parte una vicenda intricata e ricca di colpi di scena che solo uno come Poirot potrà districare.
Tra i tanti personaggi che popolano il libro, non posso non citare, Ariadne Oliver, la scrittrice di gialli che ricorda tanto la Christie stessa (infatti molti sono convinti che sia un suo alter ego).
Ariadne compare in vari romanzi con Poirot e in “Fermate il boia”, arriva nel villaggio per collaborare con un giovane commediografo che vuole mettere in scena una delle sue opere famose.
La scrittrice cercherà di aiutare Poirot nelle sue indagini.

Che dire? Adoro i gialli della Christie e consiglio a tutti i suoi fantastici romanzi.

Voto 4/5 stelle anobiiane

Titolo: Fermate il boia
Autore: Agatha Christie
Editore: Mondadori
Collana: Oscar scrittori del Novecento
Edizione: 15
Data di Pubblicazione: 1996
ISBN: 8804415622
ISBN-13: 9788804415626

giovedì 30 dicembre 2010

Il Natale di Poirot – Agatha Christie

Simon Lee è un vecchio malato che ha vissuto per anni in Sudamerica (dove ha collezionato diamanti e molti soldi) e ha cinque figli: Alfred (il maggiore, che gestisce i beni di famiglia), George (un deputato molto avaro che pensa solo ai soldi), Harry (il ribelle, che ha abbandonato la famiglia per girare il mondo), David (il sognatore, che odia il padre a causa della morte della madre) e Jennifer (che è scappata di casa con uno spagnolo).
Nonostante l’infermità, Simon vuole comandare su tutto e tutti, e per la vigilia di Natale ha deciso di riunire tutti i figli e nipoti che non vede da anni.

Alfred non è contento, non vuole rivedere i suoi fratelli (soprattutto Harry) ma accetta come al solito le decisioni del capofamiglia.
Lydia, sua moglie, vorrebbe opporsi ma non può perché il marito adora il padre, e per lui farebbe qualsiasi cosa.

Alla vigilia si presentano tutti: Harry il figlio prodigo, David con la moglie Hilda, la nipote spagnola Pilar (Jennifer è morta un anno prima), George e la moglie Magdalene (molto più giovane di lui) e un ospite inatteso, Stephen Farr, il figlio del suo vecchio socio in affari…
Sembra una bella riunione di famiglia, ma il Natale non significa solo gioia e serenità, a volte ha solo lo scopo di mascherare odi e vecchi rancori, ed è quello che succede in casa Lee dove i membri della famiglia litigano fra loro aizzati dal padre che li considera delle nullità.

«Una famiglia! Già... Che razza di famiglia. Non uno dei miei ragazzi che valga un soldo... Alfred! Che noia quel ragazzo... sempre a guardarmi coi suoi occhi da cane sempre pronto a obbedire al minimo cenno... Un imbecille! Lydia, sua moglie... quella sì, mi piace... ma io non piaccio a lei, invece. No,  non mi può soffrire e mi sopporta solo per amore di Alfred.
George! Che cos'è George? Un pallone gonfiato, senza consistenza e senza cervello... e avaro per giunta. David? Uno sciocco.
Uno sciocco e un sognatore. Il cocco di mamma, ecco quello che è sempre stato. Ha fatto una sola cosa di buon senso in vita sua: sposare quella riposante donna di Hilda...
Harry! Harry è il migliore di tutti. Povero Harry, il pulcino nero... Ma almeno è vivo, lui!»

Il vecchio si diverte alle loro spalle, ma a fine serata viene ritrovato assassinato nella sua stanza e con la porta chiusa dall’interno.

Chi è l’assassino?

Poirot inizia le indagini...

Recensione

A Natale siamo tutti più buoni (questa è la regola) ma come fa notare il nostro Poirot con il suo solito spirito critico

« A Natale impera lo spirito di "buona volontà". Vecchi litigi vengono dimenticati, coloro che si trovano in disaccordo fanno la pace... Sia pure provvisoriamente, le famiglie che sono state separate per tutto l'anno si raccolgono ancora una volta... In queste condizioni, amico mio, deve ammettere che i nervi possono venir sottoposti a dura prova.
Persone che non provano niente l’una per l’altra, si sforzano di mostrarsi piene di affetto…A Natale, per me, c’è solo una grande ipocrisia, un’ipocrisia onorevole, un’ipocrisia pour le bon motif, c’est entendu, ma comunque ipocrisia” »

è l’ipocrisia che regna sovrana, soprattutto in casa Lee dove tutti odiano il capo famiglia, il vecchio Simon, il tiranno. Ma uno di loro lo odia più di tutti e riesce a creare il delitto perfetto, ma non è facile scoprire l’assassino perché hanno tutti un movente valido...

E quando ti avvicini alla verità, Madame Agatha cambia le carte in tavola e devi ricominciare tutto daccapo, ma è questa la sua forza, la capacità di coinvolgere il lettore con colpi di scena, rivelazioni improvvise e un finale sorprendente

Imperdibile per gli amanti del giallo classico!

Titolo: Il Natale di Poirot
Autore: Agatha Christie
Editore: Mondadori (collana Oscar scrittori moderni)
Data di Pubblicazione: Giugno 2003
ISBN: 9788804510109