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giovedì 27 dicembre 2018

I retroscena del music-hall di Colette

Sidonie-Gabrielle Colette (Saint-Sauveur-en-Puisaye, 28 gennaio 1873 – Parigi, 3 agosto 1954) è stata una famosa autrice, giornalista e attrice teatrale.
Ultimamente la sua storia è tornata alla ribalta grazie al film “Colette” (2018), interpretato dalla bravissima Keira Knightley nei panni della scrittrice.

Nella sua lunga carriera letteraria ha scritto romanzi e saggi di vario genere, tra i suoi titoli più famosi troviamo la serie “Claudine”, “Chéri” (1920) e “la vagabonda” (1910) che ha descritto in maniera romanzata la sua esperienza di attrice di music-hall, costellato da grandi successi e vari scandali come il bacio con la Marchesa di Belbeuf “Missy” o il seno denudato da Georges Wague.

Purtroppo “la vagabonda” è fuori catalogo da anni ma ho trovato per caso un suo seguito: “I retroscena del music-hall”, un dietro le quinte di quelle vicende con i personaggi più disparati: dalla comparsa all’attore di punta, dalla ballerina alla cassiera, ecc.
Il libro è diviso in mini capitoli dedicati ad una storia o personaggio diverso descritti con una velata dose di malinconia.
La tecnica narrativa è molto interessante, in alcuni capitoli l’autrice ci descrive un protagonista attraverso i suoi ricordi, in altri con dei dialoghi diretti con il personaggio oppure come un resoconto giornalistico.
La fame, la paura per il futuro incerto e le pene d’amore sono alcuni dei temi trattati in queste storie. Il mondo dello spettacolo non è tutto rosa e fiori, anzi, spesso sono racconti che lasciano l’amaro in bocca ma li ho apprezzati molto perché sono uno spaccato del tempo, una Belle Époque lontana dai fasti che conosciamo e molto più realistica.

La scrittura di Colette mi piace molto, avevo già letto in passato “Claudine a scuola” e “Chéri” e li avevo apprezzati – soprattutto l’ultimo – e spero di leggere altri titoli di questa autrice.

Copertina flessibile: 157 pagine
Editore: Passigli (28 gennaio 1994)
Collana: Le lettere
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8836802877
ISBN-13: 9788836802876
Prezzo €. 9,30

giovedì 20 luglio 2017

Orizzonti di ghiaccio. Dal Tibet all'Everest di Reinhold Messner

“Ciò che ricordo della mia ascensione in solitaria non è l’euforia, ma la sensazione di piccolezza di fronte all’immensità della natura”

“Orizzonti di ghiaccio” è il resoconto della prima ascensione in solitaria e senza ossigeno sull’Everest, del famoso alpinista e scrittore Reinhold Messner nel 1980.
Il romanzo è stato pubblicato negli anni ottanta con la De Agostini e ristampato per la serie “Storie di montagna” del Corriere della sera e La Gazzetta dello Sport.

Nel 1978, Reinhold Messner e Peter Habeler raggiungono la cima dell’Everest per la prima volta senza ossigeno. Un primato importante ma per lo scrittore altoatesino non è abbastanza, infatti nel 1980 tenta un nuovo traguardo con la prima ascensione in solitaria e senza ossigeno.
L’impresa è rischiosa e incerta ma nonostante le difficoltà decide di scalare la montagna dal Nord, dal Tibet, senza aiuti e nel momento peggiore: la stagione monsonica (periodo in cui possono verificarsi inondazioni).
Lo accompagna nell’impresa solo la fotografa canadese Nena Holguin, la sua compagna.

Nei primi capitoli ci racconta la preparazione al viaggio con tutti gli imprevisti burocratici da risolvere, l’incontro con Nena (presente nel romanzo attraverso dei brani del suo diario) e le storie dei primi alpinisti che hanno tentato la scalata: i mitici George Mallory e Andrew Irvine e soprattutto di Maurice Wilson, un alpinista improvvisato ma tenace che nonostante la sua forza di volontà morirà come i primi due nel tentativo di arrivare in cima.
Ma la parte dell’ascensione è quella che mi ha emozionata e coinvolta di più.
Attraverso le sue parole mi ha trasmesso i suoi stati d’animo - di angoscia e speranza - e mentre lo leggevo mi sembrava di essere con lui in mezzo alla neve.
Ho apprezzato molto il suo modo di scrivere: semplice, chiaro e immediato.

In generale i diari di viaggio mi affascinano perché attraverso la loro lettura posso conoscere luoghi e costumi molto lontani dalla mia vita attuale, ma questo libro di Messner non è un semplice resoconto di viaggi, ma un insieme di pensieri sull’alpinismo e sulla voglia di combattere le proprie paure per vivere.

In conclusione “Orizzonti di ghiaccio” è un libro che consiglio agli amanti della montagna e dei viaggi. E anche a quelli che come me viaggiano solo attraverso la lettura.

"Voglio avere la sensazione di essere più forte della mia paura, per quanto continuo a mettermi in situazioni nelle quali la posso incontrare, per avere la possibilità di superarla. Ma mentre tento di sciogliere il mio isolamento attraverso le esperienze in situazioni limite e mentre cerco di diventare padrone delle mie paure, io vivo. Vivo con un'intensità che altrimenti non saprei trovare da nessun'altra parte. E così ogni discesa dalla montagna per me non è tanto un ritorno alla vita, quanto un commiato da un pezzetto di vita vissuta, una piccola morte."

Titolo: Orizzonti di ghiaccio. Dal Tibet all'Everest
Editore: Edizione speciale del Corriere della sera e La Gazzetta dello Sport in collaborazione con il Club Alpino Italiano
Collana: Storie di Montagna
Data di Pubblicazione: Luglio 2017
ISBN: 9771825063167
Pagine: 240
Prezzo: €. 7,90

L’autore

Reinhold Messner, alpinista italiano (n. Bressanone 1944). Oltre che a importanti scalate alpine, il
nome di M. è legato alle grandi imprese realizzate nel massiccio himalaiano e nel Karakorum (M. è stato il primo uomo che abbia scalato tutti i 14 "ottomila" della Terra): nel 1970 traversata del massiccio di Nanga Parbat (8126 m); nel 1972 la vetta di Manaslu (8125 m) lungo l'inesplorata parete S; nel 1975 il Gasherbrum I (8068 m); nel 1978 la vetta dell'Everest (8846 m), primo uomo a raggiungerla senza l'ausilio dell'ossigeno; nel 1979 il K2 (8617 m); nel 1981 il Shisha Pangma (8018 m); nel 1982 il Kanchenjunga (8585 m), il Gasherbrum II (8035 m) e il Broad Peak (8047 m); nel 1983 il Cho Oyu (8189 m); nel 1985 l'Annapurna (8078 m) e il Dhaulagiri (8222); nel 1986 il Makalu (8470 m) e infine il Lhotse (8516 m). Tra le sue diverse imprese si ricordano: la traversata a piedi dell'Antartide, passando per il Polo Sud senza mezzi meccanici o animali (1990) e quella, sempre a piedi, del deserto di Gobi (2004). È stato eletto parlamentare europeo nelle liste dei Verdi (1999-2004). Autore di molti libri di alpinismo, tra i quali si segnalano: La montagna nuda (2003), Nanga Parbat la montagna del destino (2008); entrambi pubblicati nel 2011, Parete ovest e Spostare le montagne. Come si affrontano le sfide superando i propri limiti; La libertà di andare dove voglio (2013); La vita secondo me (2014), pubblicato nella ricorrenza del settantesimo anniversario dalla nascita; Cervino (2015); Montagne. La quarta dimensione (con S. Dech e N. Sparwasser, 2016).
http://www.treccani.it/enciclopedia/reinhold-messner/

sabato 12 dicembre 2015

Il cimitero dei folli – Ray Bradbury

Notte di Halloween, anno 1954. Un giovane sceneggiatore, da poco entrato a far parte di una delle maggiori case di produzione hollywoodiane, riceve un invito anonimo e si reca negli studios; e qui tra una corsa di bighe, la sabbia del deserto e le cascate del Niagara, scopre nascosto dietro un tramezzo un cimitero, un luogo fitto di segreti che lo trascina in un vortice di intrigo e mistero. Ray Bradbury offre in questo libro una combinazione di poliziesco e letteratura noir.

Commento

Ray Bradbury è famoso per le sue opere di fantascienza come “Fahrenheit 451” o “Cronache marziane” ma nella sua lunga carriera letteraria si è cimentato anche in altri generi come l’horror e il giallo poliziesco.
“Il cimitero dei folli” (A Graveyard for Lunatics - 1990) è il secondo titolo di una trilogia mystery preceduta da “Morte a Venice” e seguita da “Constance contro tutti”.
Il protagonista è un giovane sceneggiatore della “Maximus Film” - la più grande industria cinematografica d’America – che nella notte di Halloween del 1954 riceve un invito misterioso al cimitero di Green Glades accanto agli studios.

“P.S. Ti attende una grande rivelazione. Materiale per un bestseller letterario o un superbo soggetto cinematografico. Non mancare!”

Titubante per la proposta ma curioso per natura,il nostro eroe decide di recarsi all’appuntamento. Ma per sua sfortuna trova solo un cadavere ai piedi di una scala, il corpo di James Charles Arbuthnot, il grande magnate della Maximus morto da venti anni.
Ma come è possibile?
Con l’aiuto del suo migliore amico Roy, inizierà le indagini tra pericoli e colpi di scena…

“Il cimitero dei folli” è il titolo perfetto per questo libro, infatti la follia aleggia tra le quinte dei più grandi studios d’America: tra registi e attori eccentrici, divi del passato e vecchi misteri mai risolti.
Il protagonista non ha nome ma è il riflesso dell’autore stesso, infatti Bradbury ha lavorato come sceneggiatore negli anni cinquanta (uno dei suoi adattamenti è stato Moby Dick del 1956) e conosceva bene l’ambiente del cinema.
Sicuramente è un omaggio ai grandi film del passato ma è anche una critica all’industria cinematografica del tempo, a tutto quello che succede dietro le quinte: come i capricci dei registi e dei produttori, il modo in cui trattano gli autori, ecc.
Molti riferimenti sono autobiografici e alcuni personaggi sono stati modellati su persone reali: come l’amico del cuore Roy (in realtà Ray Harryhausen) e soprattutto Fritz Wong alias Fritz Lang, il grande regista di “Metropolis” e “M - Il mostro di Düsseldorf”.

Il romanzo è molto diverso dalle storie di fantascienza a cui ci ha abituato sia per ambientazione che per stile. La trama procede come un giallo poliziesco alla Chandler, con misteri e intrighi da svelare ma non è una lettura semplice, soprattutto nella prima parte.
Nonostante questo mi è piaciuto, sono una grande amante dei film in bianco e nero e questo romanzo mi ha fatto venire in mente i noir con Bogart.
Tra i personaggi che ho apprezzato di più segnalo Constance, la vecchia diva che aiuta il protagonista e G.C. un eccentrico attore che interpreta Gesù da trenta anni.

Titolo: Il cimitero dei folli
Traduttore: Terzi A.
Editore: Mondadori
Collana: Piccola biblioteca oscar
Data di Pubblicazione: Aprile 2003
ISBN: 880451759X
ISBN-13: 9788804517597
Pagine: 377
Prezzo: €. 10,00

venerdì 13 novembre 2015

Appuntamento nel tempo – Richard Matheson

“Appuntamento nel tempo” è un romanzo del 1975 di Richard Matheson, autore molto famoso per le sue storie di fantascienza come “Io sono leggenda” o “tre millimetri al giorno”.
Il protagonista è Richard Collier, uno scrittore televisivo – malato terminale- che decide di abbandonare la sua casa e i suoi affetti (il fratello e la cognata) per viaggiare e scrivere un libro prima di morire.
A causa di un imprevisto, cambia la destinazione e soggiorna per alcuni giorni in un albergo molto antico, luogo di ritrovo dei più grandi attori cinematografici e teatrali del passato.
Tra le foto e le locandine esposte, nota il manifesto di una rappresentazione teatrale tenutasi nell’albergo il 20 novembre 1896 e si innamora follemente dalla fotografia della bellissima attrice protagonista, Elise McKenna.
Il suo volto diventa la sua ossessione e inizia a documentarsi sulla sua vita. Scopre che è morta da vent’anni e che si sono incontrati la sera della sua dipartita, durante la festa della fine dell’anno scolastico. Una novantenne che fissa insistentemente un diciannovenne come se lo conoscesse.
Questo episodio lo convince che si sono incontrati durante la rappresentazione del 1896 e decide di tornare indietro nel tempo per ritrovare il suo amore…

La prima – e credo unica – edizione italiana è stata pubblicata nel 1997 nella collana Urania Mondadori. Eppure non me la sento di catalogarlo come romanzo di fantascienza di genere; anche se ci sono elementi fantastici (come il viaggio nel tempo) la parte fondamentale è la storia d’amore impossibile tra Richard ed Elise.
Il genere romantico che prediligo: il vero amore che va oltre il tempo e lo spazio.

Lo stile dell’autore è molto coinvolgente e la trama mi ha appassionata dalle prime pagine.
La narrazione è tutta in prima persona sotto forma di diario, e questo ci permette di conoscere tutti i pensieri del protagonista, come il dolore fisico a causa della malattia e soprattutto la passione per Elise.
Sinceramente ho tifato per Richard fino alla fine.

Del romanzo esiste una trasposizione cinematografica del 1980 con un bellissimo Christopher Reeve e Jane
Seymour dal titolo: "Ovunque nel tempo".

Spero venga ristampato perché è molto difficile da trovare.
In conclusione consiglio questo romanzo agli appassionati dei viaggi nel tempo e delle storie d’amore molto romantiche.

Titolo: Appuntamento nel tempo (Bid Time Return)
Autore: Richard Matheson
Editore: Mondadori
Collana: Classici Urania n° 242
Pagine: 304
Anno: 1997

giovedì 1 ottobre 2015

Il leopardo delle nevi di Peter Matthiessen

Nella primavera del 1972, Peter Matthiessen si imbatte a New York nel celebre naturalista e zoologo George Schaller, che gli avanza subito una proposta: unirsi a lui, nell’autunno dell’anno successivo, per una spedizione fino al Nepal nordoccidentale, vicino alla frontiera tibetana, dove non è raro avvistare il più bello e più affascinante dei grandi felini: il leopardo delle nevi, il mitico animale di cui tutti parlano e che nell’ultimo quarto di secolo solo due occidentali, tra cui Schaller stesso, hanno visto davvero. L’idea di visitare il Nepal, di approssimarsi passo passo alla più imponente catena montuosa del mondo, di arrivare alla Montagna di Cristallo e andare alla ricerca di una leggendaria creatura, è così allettante per Matthiessen che, il giorno di settembre del 1973 fissato per l’appuntamento con Schaller, si presenta puntualissimo, e perfettamente equipaggiato per la spedizione, all’albergo di Katmandu prescelto.
Pubblicato per la prima volta nel 1978, Il leopardo delle nevi è considerato da allora non soltanto uno dei grandi libri di viaggio di sempre.

Il mio commento

Il viaggio è un tema molto caro all’uomo; spesso è solo un pretesto per cercare qualcosa che va oltre le apparenze e penetra nel profondo. Una ricerca interiore.
Il bel romanzo di Matthiesen rappresenta tutto questo: un viaggio alla ricerca di se stessi.
Ogni lettore che inizia un nuovo libro viaggia nella mente dell’autore, in questo caso si tratta di un cammino avventuroso tra le montagne del Tibet alla ricerca delle pecore azzurre e del leopardo delle nevi, un animale quasi “mitico” che appare raramente.
La sua faticosa ricerca è anche un momento di riflessione sulla vita e la morte, infatti l’animo del protagonista è devastato dalla dipartita della sua giovane moglie avvenuta qualche mese prima a causa di un cancro. E dato che la narrazione è in prima persona, scopriamo tanti particolari della sua vita coniugale, soprattutto i rimpianti per il pessimo comportamento nei suoi confronti; troppo perfetta per lui…

All’estero “il leopardo delle nevi” è considerato un cult tra i libri di viaggio e sinceramente non mi stupisce.
Mi è piaciuto molto ma non è una lettura semplice, è molto impegnativo ma affascinante. Mi hanno colpito le descrizioni sugli usi e costumi dei vari villaggi del Nepal e le varie religioni professate: buddista, induista, ecc.
Tra i vari personaggi descritti, sicuramente un posto d’onore lo merita il portatore Sherpa Tukten, un uomo schivo, attaccabrighe, eppure legato al protagonista da un’amicizia sincera (eppure interagiscono pochissimo tra loro). Tanto diversi ma alla fine molto simili, quasi un doppio.
Sicuramente è il personaggio più enigmatico del romanzo.

Lo consiglio agli appassionati del genere.


L'autore

Peter Matthiessen, naturalista, esploratore, narratore, è nato a New York nel 1927 ed è morto a
Sagaponack il 5 aprile 2014. Negli anni Cinquanta è stato cofondatore della Paris Review. Le sue numerose spedizioni nelle aree più selvagge del mondo l’hanno condotto in Alaska, Asia, Australia, Oceania, Africa, Nuova Guinea e Nepal, memorabilmente descritti nei suoi libri: The Cloud Forest, Under the Mountain Wall, Blue Meridian, Killing Mr. Watson, At play in the Fields of the Lord, e, soprattutto, Il leopardo delle nevi.

Titolo: Il leopardo delle nevi
Traduttore: Franconeri F.
Editore: BEAT
Collana: BEAT
Data di Pubblicazione: Maggio 2015
ISBN: 8865591331
ISBN-13: 9788865591338
Pagine: 347
Prezzo: €. 9,00

giovedì 11 giugno 2015

L'anello dei Nibelunghi vol. 1 di Riyoko Ikeda ed Erika Miyamoto

Non sono una esperta di manga, anzi, ne ho letti davvero pochi, ma appartengo alla generazione cresciuta con gli anime giapponesi degli anni ottanta/novanta. Per questo motivo ho deciso di avvicinarmi a questo genere di fumetti con una autrice molto amata in Italia: Riyoko Ikeda, la creatrice dell’indimenticabile Lady Oscar (tra i miei preferiti di sempre).

In Italia sono stati pubblicati vari suoi lavori, ma ho scelto la serie dedicata alla mitologia norrena e composta da 4 volumi ancora in corso di pubblicazione dalla Goen:

L'anello dei Nibelunghi 
(Niberunku no yubiwa - 2001)

sceneggiato dalla Ikeda e disegnato dalla sua ex assistente e allieva, Erika Miyamoto.

L’opera si ispira alla tetralogia di Richard Wagner (L'oro del Reno - La Valchiria – Sigfrido - Il crepuscolo degli dei).

La storia inizia nel fondale del fiume Reno dove le tre ninfe che hanno il compito di proteggere il leggendario oro, ricordano le gesta malvagie del nano Alberich della stirpe dei Nibelunghi che in passato è riuscito a sottrarlo e a fonderlo in un anello per conquistare il mondo. L’oro è tornato al suo posto grazie all’intervento divino ma è stato maledetto dal nano in punta di morte:

“Che la morte sia col possessore di quell’anello. Il possessore di quell’anello bramerà per lui e schiavo ne sarà, fino alla morte!”

Nel frattempo il dio Wotan (il padre degli Dei) decide l’esito della sanguinosa battaglia tra la stirpe dei Welsunghi e i Neidinge, assegnando a sua figlia Brunnhilde, la valorosa valchiria che accompagna gli eroi morti nel Walhalla, il compito di proteggere Siegmund il capostipite dei Welsunghi e di aiutarlo nella vittoria.
Quest’ultimo è sfinito dalle lunghe battaglie e cerca riposo in una casa in mezzo al bosco. La padrona della dimora lo accoglie e lo aiuta ma si scopre ben presto che è Sieglinde, la giovane moglie di Hunding, il capo della stirpe nemica, rapita da bambina e costretta a sposarlo contro la sua volontà. Fra i due nasce la passione e Siegmund decide di scappare con lei per un futuro migliore.
La loro unione scatena le ire della dea Fricka, consorte di Wotan e dea custode delle nozze, che convince il marito a capovolgere l’esito della guerra…

Non vado oltre con la trama perché è una storia da scoprire ma devo ammettere che questo manga mi ha colpito favorevolmente.
Amo le storie epiche e la Ikeda rende un degno omaggio all’opera di Wagner.
Le prime pagine rappresentano il prologo della vicenda e ripercorrono brevemente il primo dramma musicale del compositore.
La prima cosa che ho notato è stato il linguaggio aulico, infatti i personaggi parlano in versi e devo ammettere che mi ha stupito molto questa scelta, ma nonostante questo si legge con facilità e le immagini della Miyamoto trasmettono il giusto pathos alla vicenda.
Ci sono delle tavole molto belle e suggestive.
Tra i vari personaggi ho apprezzato la valchiria Brunnhilde che mi ricorda molto una certa Oscar, oltre che nell’aspetto fisico (vedi copertina) anche nel carattere nobile e fiero.

La Goen ha catalogato questo manga come Shojo (dedicato alle ragazze) ma date le tematiche, secondo me possono leggerlo tutti.
Per il momento in fumetteria si possono trovare i primi due volumi, dal sito della casa editrice ho letto che i capitoli finali saranno pubblicati entro fine luglio.

Titolo: Lady Collection 30 – L’Anello dei Nibelunghi 01
Linea: Goen
Collana: Lady Collection 30
Serie: L'Anello dei Nibelunghi 01
Autore: Riyoko Ikeda
ISBN: 9788867122936
12,2×17,8, B+sc, b/n e bicr., 200 pp
Genere: Fantastico
Prezzo: Euro 5,95

sabato 7 febbraio 2015

“Il Signore delle Mosche” - William Golding

Recensione 

“I due ragazzi erano uno di fronte all'altro e si guardavano. Da una parte c'era il mondo brillante della caccia, della tattica, dei giochi feroci e pieni di destrezza; dall'altra il mondo del senso comune, con le sue aspirazioni e con le sue delusioni.” 

Durante un conflitto mondiale, un aereo che trasporta degli allievi di una prestigiosa scuola inglese precipita su un’isola deserta.
Non ci sono adulti da seguire ma i sopravvissuti, bambini e preadolescenti, non si perdono d’animo e cercano di creare una società con delle regole e delle leggi. Eleggono come capo Ralph, un bel ragazzo biondo che li ha adunati grazie al suono di una conchiglia e assegnano al capo coro Jack, il compito di cacciare i maiali selvatici che scorazzano nella foresta.
All’inizio la vita sull’isola procede senza grandi problemi: i piccoli giocano sulla spiaggia e i grandi costruiscono rifugi, e si occupano del fuoco per farsi notare dalle navi di passaggio o gli aerei. Ma tra Jack e Ralph nascono delle incomprensioni ed è l’inizio di una scissione del gruppo. La permanenza sull’isola si trasformerà in un incubo…

“Il Signore delle Mosche” (1954) è il primo romanzo dello scrittore britannico William Golding, premio nobel per letteratura nel 1983. E’ una storia inquietante e cupa che descrive le avventure di un gruppo di ragazzini che si ritrova su un’isola deserta dopo un disastro aereo. La convivenza all’inizio sembra pacifica e solidale ma a causa di alcuni eventi importanti (come la prima uccisione del maiale e la ricerca di una “bestia” sconosciuta) perdono gradualmente la propria umanità. I valori come amicizia, solidarietà, altruismo vengono dimenticati e l’istinto animalesco prende il posto della razionalità e delle regole.
Il titolo riprende uno degli appellativi di Belzebù e nel romanzo viene raffigurato come una testa di maiale, una rappresentazione del male che infetta l’anima dei ragazzi.

E’ una storia corale ma i protagonisti principali sono quattro: Ralph, Jack, Piggy e Simon.
Ralph è il leader del gruppo, bello e forte ma allo stesso tempo giusto con tutti; rimpiange la sua famiglia e la sua vita “nomale”. Rappresenta l’ultimo appiglio alla civiltà.
Jack Merridew è l’anima nera della storia, incarna l’istinto animalesco e la voglia di primeggiare sugli altri con violenza, come nella più classica legge della giungla: quella del più forte.
Piggy è un amico di Ralph, il più saggio e intelligente dei gruppo ma troppo debole e malato per essere preso sul serio, lo prendono in giro per il suo aspetto goffo e non ascoltano i suoi giusti consigli.
Simon è il personaggio che mi ha colpito di più; tranquillo e molto timido, sembra un ragazzo qualsiasi e invece è fondamentale per la storia, infatti “dialogherà” con “Il Signore delle Mosche” e scoprirà la verità sulla “bestia”.

La storia mi è piaciuta molto, Golding è molto bravo a creare la suspense man mano che si prosegue con la lettura. L’ambientazione è molto curata e ricca di particolari, ma quello che mi ha colpito di più è l’età dei protagonisti, dai sei ai dodici anni.
Forse è proprio questa la forza della storia, il terribile pensiero che dei bambini puri e innocenti possano diventare dei demoni senza pietà.
Fa riflettere e consiglio la lettura a tutti.

Titolo: Il signore delle mosche
Autore: William Golding
Traduttore: Donini F.
Editore: Mondadori
Collana: Oscar classici moderni
Data di Pubblicazione: Febbraio 2001
ISBN: 8804492465
ISBN-13: 9788804492467
Pagine: 250
Prezzo: €. 9,50

martedì 26 agosto 2014

Il grande sonno - Raymond Chandler

“Cosa importa dove si giace quando si è morti? In fondo a uno stagno melmoso o in un mausoleo di marmo alla sommità di una collina? Si è morti, si dorme il grande sonno e ce ne si fotte di certe miserie. L’acqua putrida e il petrolio sono come il vento e l’aria per noi. Si dorme il grande sonno senza preoccuparsi di essere morti male, di essere caduti nel letame. Quanto a me, ne condividevo una parte pure io, di quel letame, ora.”

Recensione 

“Il grande sonno” (1939) è il primo titolo di una serie con protagonista il detective privato Philip Marlowe, il duro dal cuore tenero nato dalla penna di Raymond Chandler, scrittore statunitense di romanzi polizieschi.
Siamo nella Los Angeles degli anni trenta. Il detective Marlowe viene convocato dal ricco generale Sternwood per indagare su una lettera ricattatoria che riguarda la sua famiglia.
Il generale ormai vecchio e paralitico vuole difendere le sue figlie da questa estorsione. La maggiore si chiama Vivian ed è sposata con Rusty Regan, un ex contrabbandiere irlandese scomparso da un mese, forse in compagnia di un’altra donna, l’altra è Carmen, una ragazza di vent’anni che si comporta come una bambina ingenua.
Marlowe accetta l’incarico e inizia le indagini, ma si rende conto che la soluzione è più complicata del previsto…

Azione, colpi di scena e un protagonista irresistibile, “il grande sonno” è un classico della narrativa poliziesca che ha ispirato varie generazioni di scrittori gialli. La narrazione è in prima persona ma Chandler descrive sapientemente anche gli altri personaggi, il meglio della malavita anni trenta in America: i gangster, i contrabbandieri, i ricattatori, le dark lady senza scrupoli, ecc.

Ho apprezzato molto questo romanzo, sia per la trama avvincente e ricca di suspense che per la caratterizzazione psicologica del protagonista, un uomo ironico e cinico ma con una sua morale.
Quando immagino il protagonista non posso fare a meno di pensare alla sua versione cinematografica più famosa, al rude ma affascinante Humphrey Bogart (assolutamente perfetto nella parte) che nel 1946 ha dato vita al personaggio di Marlowe insieme a Lauren Bacall, sua partner sul set e nella vita.

Lo consiglio a tutti gli appassionati di romanzi gialli e polizieschi.

L'autore 

Raymond Chandler (Chicago, 1888 - La Jolla, 1959) dopo gli studi in Inghilterra torna in America e si stabilisce in California. Inizia a lavorare nel campo petrolifero, ma nel 1933 collabora con la rivista gialla “Black Mask” che aveva lanciato il genere poliziesco d’azione. Nel 1939 pubblica il suo primo romanzo, Il grande sonno, che ha per protagonista l’investigatore privato Philip Marlowe. Nel 1943 firma un contratto con la Paramount e comincia a lavorare per il cinema come sceneggiatore. Intanto la salute, minata dall’alcol, si deteriora e un anno dopo la morte della moglie, avvenuta nel 1954, Chandler tenta il suicidio. Iniziano i soggiorni in cliniche private per disintossicarsi. Muore prima di aver terminato l’ottavo romanzo di Philip Marlowe, The Poodle Spring Story. Feltrinelli ha pubblicato: I racconti della semplice arte del delitto (1962), Otto storie inedite (1964), Blues di Bay City (1966, edizione ampliata 1975), L’uomo a cui piacevano i cani e altri racconti (1974), Il grande sonno (1987), Addio mia amata (1988), La signora nel lago (1988), La sorellina (1989), Il lungo addio (1989), Finestra sul vuoto (1990), Ancora una notte (1990), Vento rosso e altri racconti (2012) e, nella collana digitale Zoom, La donna nel lago (2012).

Titolo: Il grande sonno
Autore: Raymond Chandler
Traduttore: Del Buono O.
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale economica
Data di Pubblicazione: Novembre 2013
ISBN: 8807883309
ISBN-13: 9788807883309
Prezzo: €. 8,50

mercoledì 19 marzo 2014

La lega degli straordinari gentlemen di Alan Moore e Kevin O'Neill

Alan Moore è un brillante e talentuoso scrittore britannico che ha rivoluzionato il mondo delle graphic novel con opere come “Watchmen”, “V for vendetta” e “From Hell”.

Nel 1999 pubblica "Maggio 1898 - La lega degli straordinari gentlemen" (con i disegni di Kevin O'Neill), primo titolo di una serie steampunk ambientata nel 1898 con protagonisti i più grandi personaggi della letteratura vittoriana che si uniscono per lottare contro un nemico pericoloso.

La protagonista principale è Mina Murray (Dracula di Bram Stoker) una insegnante di musica che viene incaricata dall’agente segreto Campion Bond (antenato del più famoso James) di reclutare dei campioni “speciali” per metterli al servizio dell’Impero Britannico.
Dopo varie ricerche la ragazza arruola:
il Capitano Nemo a bordo del suo Nautilus, (da 20.000 leghe sotto i mari di Jules Verne), l’avventuriero Allan Quattermain (da La Miniere di Re Salomone di H. Rider Haggard), il Dr. Jekyll (dal romanzo di Robert Louis Stevenson) e Hawley Griffin (da l'uomo invisibile di H. G. Wells).
Insieme combatteranno contro una mente criminale che vuole conquistare il mondo…

Il successo è immediato e nel 2003 la serie è stata portata sui grandi schermi in una trasposizione cinematografica con Sean Connery nel ruolo dell’avventuriero Allan Quatermain (La leggenda degli uomini straordinari).

La lega degli straordinari gentlemen è un vero e proprio omaggio alla letteratura del passato e ai suoi protagonisti, ma l’autore non li descrive come eroi senza macchia e senza paura , anzi, li presenta con molti vizi e ben poche virtù.
Ci sono molte scene cruenti ma non mancano i momenti divertenti, come le risposte tagliente dell’unica gentildonna della lega, Mina Murray, appena divorziata da Jonathan Harker.
La ragazza con garbo e ironia mette in riga tutti i gentlemen del gruppo.

Gli ottimi disegni di Kevin O'Neill si sposano bene con la fervida immaginazione di Moore, senza tralasciare gli extra inseriti nell’albo, i racconti di Allan Quatermain e le imitazioni delle locandine d’epoca.

La serie è stata ripubblicata nel 2013 dalla Bao Publishing in una edizione molto elegante e curata.


Da non perdere.

Titolo: Maggio 1898. La lega degli straordinari gentlemen
Autori: Alan Moore, Kevin O'Neill
Traduttore: Foschini M.
Editore: Bao Publishing
Data di Pubblicazione: Agosto 2013
ISBN: 8865431563
ISBN-13: 9788865431566
Pagine: 188
Prezzo: €. 19,00

Gli altri titoli della serie:

La lega degli straordinari gentlemen vol.2

Tra La guerra dei mondi e L'isola del Dottor di H. G. Wells, il secondo capitolo delle avventure della Lega vede Mina Murray, Hyde, Griffin l'uomo invisibile, Allan Quatermain e il Capitano Nemo alle prese nientemeno che... con un'invasione marziana.
Richiestissimo dal pubblico italiano, questo volume arriva in libreria ai primi di settembre in un'edizione curatissima, ricca di materiali aggiuntivi e con il consueto racconto in prosa di Alan Moore. Un'opera realmente imperdibile, che prosegue la library BAO della Lega degli straordinari gentlemen.

Titolo: La lega degli straordinari gentlemen vol.2
Autori: Alan Moore, Kevin O'Neill
Traduttore: Foschini M.
Editore: Bao Publishing
Data di Pubblicazione: Settembre 2013
ISBN: 8865431679
ISBN-13: 9788865431672
Pagine: 224
Prezzo: €. 20,00

La lega degli straordinari gentlemen. Black dossier. Con gadget 

Nel 1898, l'Intelligence Militare dell'Inghilterra vittoriana riunì una lega di individui straordinari, tra i
quali l'anziano esploratore Allan Quatermain e il mostruoso Edward Hyde, per affrontare minacce come l'invasione marziana di quel periodo. Quel gruppo, tuttavia, non è che uno di svariati che hanno servito segretamente l'Impero nei secoli. Le informazioni sulle varie formazioni sono contenute in un singolo archivio, il leggendario Black Dossier, conservato nell'impenetrabile base dell'M15 a Vauxhall Cross. Ora, nel 1958, fiaccata dalla guerra contro la Germania di Herr Hynkel e solo recentemente sbarazzatasi del governo totalitario di "Socing" eletto alla fine del conflitto, l'Inghilterra non è pronta per gli spettri del suo recente passato, persone apparentemente collegate al cosiddetto "Gruppo Murray" di sessant'anni prima. Anche se quegli agenti riescono a recuperare il dossier e il suo esplosivo contenuto dai loro ex datori di lavoro, si vedranno poi costretti a lasciare il Paese, inseguiti dai più letali agenti dei servizi di spionaggio. Riusciranno a sopravvivere a una fuga che li porterà ai confini dell'eternità? Continuate a leggere, perché tutti i misteri del Black Dossier sono finalmente tra le vostre mani!

Titolo: La lega degli straordinari gentlemen. Black dossier con gadget
Autori: Alan Moore, Kevin O'Neill
Traduttore: Foschini M.
Editore: Bao Publishing
Data di Pubblicazione: Novembre 2013
ISBN: 8865431792
ISBN-13: 9788865431795
Pagine: 192
Prezzo: €. 21,00

La lega degli straordinari gentlemen. Century 

In un mondo simile al nostro, ma popolato dalla controparte letteraria dei personaggi storici realmente esistiti, un manipolo di riluttanti eroi provenienti dalla letteratura d'intrattenimento vittoriana deve impedire l'avvento di un anticristo destinato a cambiare il mondo per sempre.
Ma il cambiamento è inevitabile, e il destino è già scritto. Solo l'autore è ancora da decidere...

Titolo: La lega degli straordinari gentlemen. Century
Autori: Alan Moore, Kevin O'Neill
Traduttore: Foschini M.
Editore: Bao Publishing
Data di Pubblicazione: Novembre 2012
ISBN: 8865431121
ISBN-13: 9788865431122
Pagine: 244
Prezzo: €. 21,00

martedì 4 marzo 2014

The Complete Peanuts V – 1959-1960 di Charles Schulz


 Recensione

 “The Complete Peanuts” è la raccolta definitiva dell’intera produzione di Charles Schulz dedicata a Charlie Brown e la sua gang.
Pubblicato in America dalla Fantagraphics Books e in Italia dalla Panini Comics, ogni volume contiene due annate complete di strisce e tavoli domenicali in bianco e nero, e una introduzione di un personaggio famoso o amico dell’autore.

“Ho sempre avuto l’impressione di conoscere di persona Charlie Brown e gli altri, li capivo come non mi era mai successo prima con un personaggio dei fumetti.”

In questo albo l’introduzione è affidata alla bravissima attrice Whoopi Goldberg che nel 2005 ha risposto ad alcune domande di Gary Groth, l’editor della raccolta. L’attrice, fan da sempre dei Peanuts, ha incontrato Schulz negli anni novanta durante un suo programma televisivo, e nell’intervista con Groth ci svela il suo punto di vista sui vari personaggi e sull’autore.

“Una sorellina?”

In questo volume assistiamo alla nascita di Sally la sorellina di Charlie Brown che vive questo momento con grande gioia e orgoglio.
Il suo entusiasmo per l’arrivo della sorella coinvolge tutti ma non durerà molto…la depressione è sempre in agguato.

Lucy è sempre irascibile e scorbutica con tutti ma la striscia più celebre dell’albo è la sua insolita dimostrazione d’affetto verso Snoopy.

"Felicità è un cucciolo caldo"

Tra l’altro appare per la prima volta il suo mitico banchetto psichiatrico e l’immancabile Charlie Brown come paziente.

“Io Amo l’umanità…è la gente che non sopporto!!”

Linus non abbandona mai la sua coperta e si innamora della sua nuova maestra Miss Othmar. Vuole diventare un dottore ma ad un certo punto inventa una nuova ricorrenza dedicata ad Halloween, “Il grande Cocomero” (adattamento italiano degli anni sessanta di The Great Pumpkin “grande zucca”), una figura fantastica che nella notte del 31 ottobre sceglie il campo di cocomeri più sincero ed elargisce doni ai bambini più buoni, una vera e propria parodia di Babbo Natale che non mancherà mai nelle strisce dedicate ad Halloween.

Poetico, malinconico e geniale, Schulz ha espresso tutte le sue frustrazioni e le sue emozioni attraverso dei bambini indimenticabili. Con questo albo (1959-1960) i Peanuts hanno compiuto dieci anni e l’autore ha delineato perfettamente ogni personaggio; Linus con la sua coperta e i suoi timori, Charlie Brown con la sua depressione, Pig Pen circondato dalla “polvere di antiche civiltà”, Lucy con i suoi scatti di ira, Schroeder con la sua passione per Beethoven e poi Patty (a cui è stata dedicata la copertina), Violet e Shermy, personaggi secondari che col passare degli anni spariranno dalle strisce. Senza dimenticare il bracchetto più famoso dei fumetti, il fantastico Snoopy che cammina ancora a quattro zampe e non ha ancora solcato i cieli a caccia del Barone Rosso, ma diverte per le sue imitazioni e i suoi pensieri.

Un volume da non perdere per tutti gli appassionati dei Peanuts e per le nuove generazioni di lettori.

Titolo: The complete Peanuts
Autore: Charles M. Schulz
Traduttore: Toscani A.
Editore: Panini Comics
Data di Pubblicazione: Maggio 2013
ISBN: 8863043787
ISBN-13: 9788863043785
Pagine: XV-323
Prezzo: €. 28,00

giovedì 30 gennaio 2014

Lo Hobbit. Un viaggio inaspettato - John R. R. Tolkien


“In un buco nella terra viveva uno hobbit. Non era un buco brutto, sudicio e umido, pieno di vermi e intriso di puzza, e nemmeno un buco spoglio, arido e secco, senza niente su cui sedersi né da mangiare: era un buco-hobbit, vale a dire comodo”

Inizia così “Lo Hobbit”, il primo titolo di una fortunata serie fantasy, che insieme al “Signore degli Anelli” e “il Silmarillion” diventerà una colonna portante del genere.

Nel 1937 J.R.R. Tolkien, un professore di letteratura medievale inglese che scrive saggi e racconti, pubblica “Lo Hobbit”, un romanzo per bambini ambientato in un mondo fantastico e misterioso con elfi, nani, draghi, orchi, stregoni e “Hobbit”, individui simili agli uomini ma molto più bassi.
Queste creature vivono in un soporifero villaggio della Contea, una regione dell’Arda (l’universo immaginato dall’autore) e i più agiati risiedono in caverne sotterranee molto grandi e superaccessoriate, circondati da agi e comodità.
Non hanno poteri magici e non amano il rischio, infatti quelli più “intraprendenti”  vengono considerati “poco rispettabili” dagli altri membri della comunità.

Il protagonista è Bilbo Baggins, un Hobbit benestante che trascorre cinquant’anni della sua vita nell'ozio e nella tranquillità finché non riceve la visita di Gandalf, un vecchio stregone, che gli propone un’impresa rischiosa ma redditizia.
Bilbo rifiuta l’offerta ma Gandalf non si arrende e il giorno dopo si presenta a casa sua in compagnia di tredici nani con a capo Thorin Scudodiquercia, l’erede al titolo di “Re sotto la Montagna” di Erebor (la Montagna solitaria) infestata da anni da Smaug, un grande e temibile drago che ne custodisce le immense ricchezze.
Gandalf presenta lo Hobbit come uno “scassinatore” (o che lo diventerà presto), un elemento indispensabile nell’impresa perché dovrà aiutarli a riprendere il tesoro e sconfiggere il drago.
I nani reputano inutile la sua presenza ma si fidano dello stregone e lo trascinano in questa pericolosissima avventura, promettendogli una parte del bottino.
Riusciranno a sconfiggere il drago?
Amicizia, onore, coraggio, luoghi selvaggi e pericolosi, tutti gli ingredienti per una storia avventurosa e appassionante dedicata a tutti, adulti e bambini.
Tolkien ci accompagna per mano in un mondo affascinante e complesso e con un protagonista irresistibile, un piccolo Hobbit alle prese con un mondo più grande di lui.


Bilbo è in apparenza un Hobbit tranquillo e sedentario, in realtà nasconde una forte propensione all'avventura, ereditato dal suo ramo materno, i Tuc, una delle famiglie più importanti della Contea, che godono di una cattiva reputazione a causa delle loro imprese rischiose.
Il romanzo descrive  le sue incredibili avventure ma possiamo considerarlo anche una storia di formazione perché da timido e insicuro Bilbo tirerà fuori una forte grinta nei momenti di pericolo e darà prova del suo coraggio.
Tutti possono diventare eroi anche un piccolo Hobbit.
“Lo Hobbit” mi ha davvero appassionata e non mi stupisco del suo successo (film, fumetti, giochi, ecc.). La storia è ben strutturata e l’autore utilizza un linguaggio molto semplice e diretto, dato il target a cui è dedicato.Ho apprezzato molto questa nuova edizione della Bompiani  con le belle illustrazioni di Jemima Catlin, che mettono in risalto i vari episodi della storia e ci permettono di dare un volto ai protagonisti.

Titolo: Lo Hobbit. Un viaggio inaspettato
Autore: John R. R. Tolkien
Illustratore: Catlin J.
Traduttori: Ciuferri C., Paron P.
Editore: Bompiani
Collana: Narratori stranieri Bompiani
Data di Pubblicazione: Ottobre 2013
ISBN: 8845274403
ISBN-13: 9788845274404
Pagine: 374
Prezzo: €. 25,00

L’autore
John Ronald Reuel Tolkien (1892-1973), massimo studioso di letteratura medievale inglese, è l’autore della trilogia Il Signore degli Anelli, definito il libro del secolo XX. Tra le sue altre opere, tutte pubblicate in Italia da Bompiani a partire dal Duemila, ricordiamo: Il Silmarillion, Lo Hobbit annotato, Albero e Foglia, Le avventure di Tom Bombadil, Racconti ritrovati, Racconti perduti, Antologia di Tolkien, Mr. Bliss, Lo Hobbit a fumetti, Le lettere di Babbo Natale, La leggenda di Sigurd e Gudrún.

martedì 15 ottobre 2013

I viaggi immaginari – Edgar Allan Poe



 Per la prima volta riuniti in un'unica raccolta, i racconti di viaggio del genio del terrore, che ci restituiscono uno degli aspetti più originali e meno conosciuti di Edgar Allan Poe: quello di straordinario, e per molti versi unico, viaggiatore della mente.

Recensione
 
Edgar Allan Poe (Boston 1809 – Baltimora 1849) non ha bisogno di presentazioni.
Scrittore cupo, enigmatico e misterioso.
I suoi racconti del terrore sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo come capostipiti della letteratura gotica americana.
Con la sua fama di genio ribelle e tormentato (tra il vizio del gioco e dell’alcool che lo porterà alla morte per delirium tremens) ha creato un forte alone di mistero intorno alla sua figura, rappresentando il tipico “artista romantico” e anticipando la figura del “poeta maledetto” che sarà propria della seconda parte dell’ottocento.

Ma a parte i racconti neri o gotici, la sua vasta produzione ha toccato vari generi come il poliziesco (di cui è considerato il fondatore con “I delitti della Via Morgue”), il grottesco e il fantastico.
Con “I viaggi immaginari”, una raccolta di racconti appena tradotto dalla Gargoyle Books, Poe ci accompagna in mondi fantastici e inquietanti attraversando varie epoche e realtà ultraterrene.

Fate, mummie, esperimenti fantascientifici, reincarnazioni, tutte storie al limite dell’impossibile, dominate da atmosfere dense di mistero.

Il volume parte con "Il Colosseo" un poema-omaggio dedicato agli splendori dell'antica Roma e prosegue con  storie e generi molto diversi tra loro, alcuni esplorano la zona buia della psiche come la maggior parte della sua produzione più famosa (ad esempio il cupo “Metzengerstein”), altri la satira e l’ironia (“Quattro chiacchiere con una mummia”), il melodramma (l’appuntamento), la mitologia classica ("Conversazione di Eiros e Charmion") e persino l’avventura, con l’incompiuto western “Il diario di Julius Rodman”, un viaggio ricco di insidie attraverso le Montagne Rocciose del Nord America popolate dagli indiani.

La maggior parte dei racconti sono narrati in prima persona e nonostante la brevità di alcuni testi, l'autore descrive con cura gli stati d'animo dei protagonisti e gli ambienti che li circondano.
La scrittura è scorrevole, intensa ed evocativa, passa da un genere all'altro (ad esempio dal gotico al fantastico) con maestria e disinvoltura.

Ho letto con piacere questa raccolta di racconti perché mi ha permesso di scoprire una parte inedita della produzione di Poe, a parte le storie horror.
Ho apprezzato molto l’inquietante “manoscritto trovato in una bottiglia” considerato dai critici come il suo primo racconto di fantascienza e l’enigmatico “l’uomo della folla”, un’acuta analisi della solitudine metropolitana ambientato in una Londra molto caotica.
Una fervida immaginazione che ispira ancora autori, registi, cantanti, ecc.

In conclusione consiglio a tutti di leggere questa raccolta molto interessante e intrigante.

L'autore 

EDGAR ALLAN POE (1809-1849), giornalista di professione, nella sua breve e tormentata vita che lo ha reso l'archetipo dell'artista trasgressivo ed emarginato, ha attraversato con straordinaria perizia tutti i generi letterari: dalla poesia al romanzo (_Storia di Arthur Gordon Pym)_, al racconto (_Racconti del terrore e del mistero_, _Racconti del grottesco e dell'arabesco_, _Racconti straordinari_), alla saggistica (_Eureka_, _La filosofia della composizione_). Molti dei suoi lavori hanno avuto degli adattamenti cinematografici nel corso degli anni, e la sua stessa vita è soggetto per film e pièce teatrali.
Considerato l'inventore del giallo psicologico e uno dei precursori della fantascienza, E.A. Poe è uno dei più grandi autori di lingua inglese di tutti i tempi.


Titolo: I viaggi immaginari. Esplorazioni stravaganti e impossibili in giro per questo e altri altri mondi
Autore: Edgar A. Poe
Curato da: Gebbia A.
Traduttori: Bolles C., Noviello L.
Editore: Gargoyle
Collana: Extra
Data di Pubblicazione: Agosto 2013
ISBN: 8898172206
ISBN-13: 9788898172207
Pagine: 326
Formato: brossura
Prezzo: €. 17,00