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sabato 12 dicembre 2015

Il cimitero dei folli – Ray Bradbury

Notte di Halloween, anno 1954. Un giovane sceneggiatore, da poco entrato a far parte di una delle maggiori case di produzione hollywoodiane, riceve un invito anonimo e si reca negli studios; e qui tra una corsa di bighe, la sabbia del deserto e le cascate del Niagara, scopre nascosto dietro un tramezzo un cimitero, un luogo fitto di segreti che lo trascina in un vortice di intrigo e mistero. Ray Bradbury offre in questo libro una combinazione di poliziesco e letteratura noir.

Commento

Ray Bradbury è famoso per le sue opere di fantascienza come “Fahrenheit 451” o “Cronache marziane” ma nella sua lunga carriera letteraria si è cimentato anche in altri generi come l’horror e il giallo poliziesco.
“Il cimitero dei folli” (A Graveyard for Lunatics - 1990) è il secondo titolo di una trilogia mystery preceduta da “Morte a Venice” e seguita da “Constance contro tutti”.
Il protagonista è un giovane sceneggiatore della “Maximus Film” - la più grande industria cinematografica d’America – che nella notte di Halloween del 1954 riceve un invito misterioso al cimitero di Green Glades accanto agli studios.

“P.S. Ti attende una grande rivelazione. Materiale per un bestseller letterario o un superbo soggetto cinematografico. Non mancare!”

Titubante per la proposta ma curioso per natura,il nostro eroe decide di recarsi all’appuntamento. Ma per sua sfortuna trova solo un cadavere ai piedi di una scala, il corpo di James Charles Arbuthnot, il grande magnate della Maximus morto da venti anni.
Ma come è possibile?
Con l’aiuto del suo migliore amico Roy, inizierà le indagini tra pericoli e colpi di scena…

“Il cimitero dei folli” è il titolo perfetto per questo libro, infatti la follia aleggia tra le quinte dei più grandi studios d’America: tra registi e attori eccentrici, divi del passato e vecchi misteri mai risolti.
Il protagonista non ha nome ma è il riflesso dell’autore stesso, infatti Bradbury ha lavorato come sceneggiatore negli anni cinquanta (uno dei suoi adattamenti è stato Moby Dick del 1956) e conosceva bene l’ambiente del cinema.
Sicuramente è un omaggio ai grandi film del passato ma è anche una critica all’industria cinematografica del tempo, a tutto quello che succede dietro le quinte: come i capricci dei registi e dei produttori, il modo in cui trattano gli autori, ecc.
Molti riferimenti sono autobiografici e alcuni personaggi sono stati modellati su persone reali: come l’amico del cuore Roy (in realtà Ray Harryhausen) e soprattutto Fritz Wong alias Fritz Lang, il grande regista di “Metropolis” e “M - Il mostro di Düsseldorf”.

Il romanzo è molto diverso dalle storie di fantascienza a cui ci ha abituato sia per ambientazione che per stile. La trama procede come un giallo poliziesco alla Chandler, con misteri e intrighi da svelare ma non è una lettura semplice, soprattutto nella prima parte.
Nonostante questo mi è piaciuto, sono una grande amante dei film in bianco e nero e questo romanzo mi ha fatto venire in mente i noir con Bogart.
Tra i personaggi che ho apprezzato di più segnalo Constance, la vecchia diva che aiuta il protagonista e G.C. un eccentrico attore che interpreta Gesù da trenta anni.

Titolo: Il cimitero dei folli
Traduttore: Terzi A.
Editore: Mondadori
Collana: Piccola biblioteca oscar
Data di Pubblicazione: Aprile 2003
ISBN: 880451759X
ISBN-13: 9788804517597
Pagine: 377
Prezzo: €. 10,00

lunedì 19 marzo 2012

Moon dance. A.A.A. Vampiri offresi - J. R. Rain

Recensione

Negli ultimi anni abbiamo visto in libreria moltissimi romanzi sui vampiri e non è facile trovare qualcosa di nuovo, ma J.R.Rain, un ex investigatore privato che ha abbandonato la sua professione per diventare scrittore a tempo pieno, mescola sapientemente il filone horror-vampiresco con il mistery (strizzando l’occhio ai romanzi hard-boiled anni trenta), e crea una singolare serie letteraria con protagonista Samantha Moon, una detective che non “sopporta” la luce del sole.

“Moon dance” è il primo titolo della serie e narra le avventure di Samantha, un ex agente federale che sei anni prima è stata trasformata in vampira da uno sconosciuto.
La sua condizione di "non" morta la costringe a lavorare solo nelle ore notturne con la scusa di una malattia rarissima sulla pelle.

«Se avessi due possibilità, direi che lei è una vampira o che ha una malattia della pelle.»
«E cosa le dice il suo istinto, tenente?» domandai. Mi esaminò con cura.
«Una malattia della pelle, ovvio» disse. «Lei deve evitare la luce del sole.»
«Tombola. Lei è davvero un gran detective!»

Il suo matrimonio è sempre più in crisi, il marito non si fida più di lei e cerca di portarle via i bambini, tutto questo mentre sta indagando su un caso, il suo cliente, l’avvocato di successo, Kingsley Fulcrum è sopravvissuto ad un attentato e Samantha deve trovare il colpevole.
Ci riuscirà?

Senza andare oltre con la trama, "Moon dance" è un romanzo da leggere tutto d'un fiato, innovativo nel suo genere, l’autore rivela tutta la sua abilità nel mescolare i due generi mistery-poliziesco con l’horror, infatti la parte soprannaturale riprende le caratteristiche classiche del vampiro che non può uscire alla luce del sole e non può specchiarsi, e la parte mistery con le indagini alla ricerca del colpevole, tra indizi e sospettati.
Il romanzo è narrato in prima persona con uno stile asciutto e diretto, rendendoci partecipi dei pensieri della protagonista, che nonostante la sua condizione vampiresca ama immensamente i suoi bambini e per loro farebbe qualsiasi cosa.
Tra i vari personaggi della storia ho apprezzato la sorella della protagonista l’aiuta nei limiti del possibile, e “Zanna”, un amico di chat che non conosce la sua identità ma a cui ha svelato la sua vera “natura” (chi sarà?).

Devo ammettere che mi aspettavo la solita storia sui vampiri, e invece sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla trama avvincente e ricca di colpi di scena, e dalla simpatia della protagonista, una vampira “anticonvenzionale” ironica e intelligente, che non ha perso la sua umanità e la sua voglia di vivere un’esistenza normale.

Aspetto con ansia gli altri titoli della serie.

Titolo: Moon dance. A.A.A. Vampiri offresi
Autore: J. R. Rain
Traduttore: Di Liddo A.
Editore: Giunti Editore
Collana: A
Data di Pubblicazione: Gennaio 2012
ISBN: 8809771257
ISBN-13: 9788809771253
Pagine: 272
Formato: rilegato
Prezzo: €. 15,00

domenica 30 ottobre 2011

L'assassino ha lasciato la firma - Ed McBain

Recensione

“L’assassino ha lasciato la firma” è il primo titolo della saga letteraria dedicata agli uomini dell’87 distretto dell’italo-americano Ed McBain (1926-2005) pseudonimo di Evan Hunter (nato Salvatore Albert Lombino), che a partire dal 1956 racconta le vicende di un gruppo di poliziotti che grazie ad un lavoro di squadra riesce a catturare il criminale di turno.

All’inizio del romanzo ci troviamo in un’immaginaria metropoli chiamata “Isola” dove viene trovato il corpo del detective Mike Reardon, assassinato con tre colpi di pistola calibro 45 e il giorno dopo quello del suo partner, il detective David Foster, ucciso con lo stesso modus operandi.
Per l’opinione pubblica sì tratta di un pazzo che odia i poliziotti, ma per la squadra investigativa dell’87° distretto, il colpevole è da cercare tra i criminali arrestati da i due.
I detective Steve Carella e Hank Bush indagano tra bische e band giovanili, ma il caso è più complicato del previsto…

Ho scoperto questo autore grazie ad una discussione dedicata ai poliziotti nella letteratura, e mi ha incuriosita perché i suoi romanzi hanno ispirato la maggior parte dei telefilm polizieschi degli ultimi trent’anni (da “Hill Street giorno e notte” a “Law and Order”), infatti questa serie fa parte del genere police-procedural, una vera rivoluzione del giallo degli anni 50, dove McBain non utilizza la classica formula del “chi è stato?”, ma descrive in maniera dettagliata e realistica le indagini dei detective mettendo in risalto il lavoro di gruppo piuttosto che le doti di un singolo investigatore.

La trama è ricca di colpi di scena e anche l’ambientazione gioca un ruolo fondamentale nella storia, questa città oscura chiamata “Isola” che ricorda tanto New York con le sue strade e i suoi quartieri, rappresenta lo scenario ideale per questi crimini misteriosi.

Ma quello che mi ha colpito di più del romanzo è la caratterizzazione dei personaggi, l’autore ha la capacità di rendere i protagonisti vivi e reali, rivoluzionando la classica visione dei detective "duri" e solitari ma descrivendoli come uomini comuni, con i loro difetti e le loro debolezze.

“I poliziotti, qualunque idea uno possa farsene, sono esseri umani. Sudano esattamente come voi e me, e non lavorano volentieri al caldo. A qualcuno di loro non piace lavorare, nemmeno quando fa fresco, proprio come capita a voi e me. Ma, soprattutto quando fa caldo, nessuno poliziotto si sobbarca volentieri la noia di assistere a una sfilata con relativo confronto.”

Tra i vari protagonisti spicca il detective Steve Carella (italo-americano come l’autore), innamorato di una bella ragazza sordomuta Therese, è un personaggio che piace perché cerca di scoprire il colpevole con astuzia e determinazione, senza dimenticare il suo lato umano.

Se amate i romanzi polizieschi non potete non leggere Ed McBain.

L'autore

Ed McBain, pseudonimo principale di Evan Hunter, nato Salvatore Albert Lombino (New York, 15 ottobre 1926 – Weston, 6 luglio 2005),) è l’unico scrittore americano insignito del Diamond Dagger, il più alto riconoscimento conferito dalla British Crime Writers Association. Ha anche ricevuto l’ambito Grand Master Award dei Mystery Writers of America. I suoi romanzi hanno venduto oltre cento milioni di copie, dal primo Il seme della violenza, firmato con il suo vero nome, Evan Hunter, fino ai romanzi della serie più famose, quelle dell’avvocato Matthew Hope e dell’87° Distretto. Tra i suoi ultimi best seller: Gladly, l’orsachiotto strabico, Nocturne, Ultima speranza, Grande città violenta, L’ultimo ballo, Candyland, Money e Il rapporto scomparso.

Titolo: L'assassino ha lasciato la firma
Titolo originale: Cop Hater
Autore: Ed McBain
Traduttore: Andreina Negretti
Editore: Mondadori
Collana: I classici del giallo (serie oro)
Data di Pubblicazione: luglio 1973
senza ISBN
Pagine: 215

giovedì 10 febbraio 2011

Fantômas - Pierre Souvestre & Marcel Allain

Charles Lambert è pazzo, come sua madre.
Per questo ha ucciso la marchesa di Langrune.

Lady Beltham è pazza, come il suo amante.
Per questo hanno ucciso insieme Lord Beltham, che li aveva sorpresi.

Anche l'ispettore Juve è pazzo:
per questo crede che il colpevole sia uno solo

Fantômas


Recensione

Fantômas è un personaggio letterario che ho scoperto grazie ad alcuni speciali dedicati a Diabolik (le prime avventure del re del terrore sono chiaramente ispirate a quelle di Fantômas), e dopo una ricerca durata alcuni mesi, sono riuscita a trovare il primo romanzo della saga in una rara versione del Giallo Mondadori fuori catalogo da anni.

Ma chi è Fantômas?

Un mostro? Un diavolo? Un fantasma?

E’ un assassino senza scrupoli che terrorizza l’intera Francia

E cosa rappresenta?

Il male assoluto

Pubblicato a puntate nel 1911 dai francesi Marcel Allain e Pierre Souvestre, Fantômas ottenne subito un grande successo.
Siamo negli anni della Belle Époque, da una parte la bella vita dei ricchi con feste e incontri mondani, dall’altra la fame, la miseria e la malavita.
E in questo periodo nascono gli antieroi come Rocambole o Arsenio Lupin che rappresentano i ladri gentiluomini che hanno una morale, e cercano di derubare il malcapitato di turno con l’astuzia e l’ingegno.
Ma Fantômas è molto di più, perché non ha nessuno scrupolo ad uccidere per i suoi scopi, e incarna il genio del male per eccellenza, l’uomo misterioso (nessuno conosce la sua identità) che grazie ai suoi travestimenti riesce a prendere il posto di chiunque perché “niente è impossibile” per lui.

All’inizio del romanzo ci troviamo nel castello della marchesa di Langrune a Beaulieu, con i suoi ospiti: il magistrato Bonnet, il reverendo Sicot, la baronessa De Vibray, la nipote della marchesa Théresè e il giovane Charles Lambert figlio del suo carissimo amico Etienne Lambert.
Durante la serata discutono su un personaggio misterioso che sta terrorizzando la Francia, un tale che si fa chiamare Fantômas.
Il giovane Lambert s’intromette nella discussione e con ingenuità dichiara a tutti la sua ammirazione per questo assassino.
Il giorno dopo trovano la marchesa di Langrune assassinata e il padre di Charles, Etienne Lambert accusa il figlio dell’omicidio perché è pazzo come la madre.
Il giovane cerca di provare la sua innocenza ma è costretto a scappare perché la polizia lo vuole arrestare (i suoi discorsi su Fantômas lo hanno messo in cattiva luce davanti agli ospiti della marchesa).
Solo un uomo non è convinto di questa versione, l’ispettore Juve, che non riesce a trovare un movente per il delitto.
Nel frattempo l’ispettore sta cercando di scoprire che fine ha fatto Lord Beltham, un ricchissimo nobile scomparso da mesi. La vedova Lady Beltham non si da pace e cerca disperatamente il marito, senza tralasciare le sue opere di carità.
Il caso porta l’ispettore nella abitazione di un certo Gurn, un ufficiale amico di Lord Beltham e dopo aver ispezionato la casa, trova nel baule il cadavere del nobile, ma il giovane è scomparso.
E per quanto possa essere assurdo, per Juve il colpevole di questi omicidi è solo uno: Fantômas!!!

Quello che mi ha colpito di più del romanzo è l’atmosfera “noir” che ti avvolge dall’inizio alla fine.
Non sai mai cosa può succedere perché gli autori riescono a stravolgere le situazioni da un momento all’altro.
Si passa da una storia all’altra nel giro di pochi capitoli (dall’omicidio della marchesa al ritrovamento di lord Beltham, ecc.) eppure questi episodi hanno un solo filo conduttore, Fantômas, che è dappertutto e solo alla fine riusciamo a capire chi è…
Alcune volte lo confondiamo con l'ispettore Juve (il suo opposto) che cerca di catturare il criminale con ogni mezzo (ad esempio all’inizio del romanzo è travestito da barbone) ma nonostante i suoi sforzi Fantômas riesce sempre a salvarsi….
Ma il genio del male non è solo, ha una complice, una donna che lo ama alla follia e farebbe qualsiasi cosa per lui: la giovane Lady Beltham.
All’inizio ci viene presentata come la vedova inconsolabile di lord Beltham, sempre pronta ad aiutare il prossimo, con donazioni ed opere di carità.
In realtà questa mite signora (che ricorda tanto una certa Eva Kant) non è altro che la complice di Fantômas/Gurn e con lui ha ucciso il marito e nascosto il corpo nel baule.
E' la sua degna compagna...

Fantômas mi è piaciuto molto e ve lo consiglio, l'unico problema è la difficile reperibilità (infatti cercherò gli altri titoli in biblioteca).

Gli autori:

Pierre Souvestre ( 1874-1914 ) fu avvocato, appassionato automobilista, giornalista sportivo, collaboratore di diversi periodici e narratore.
Marcel Allain ( 1895-1969 ) fu autore di romanzi d'avventura, storici, patriottici, sentimentali, fantastici e polizieschi, pubblicati a puntate sui giornali del primo Novecento.
La loro fama è principalmente legata all' epopea di Fantômas, il genio del male, scritta in coppia dai due e poi continuata da Allain, dopo la morte dell' amico Souvestre.


Filmografia:

Popolarissimo in Francia (ma anche in in Italia) dagli anni dieci agli anni trenta, i romanzi di Fantômas hanno dato origine a numerose versioni cinematografiche.

Film muti

Serial cinematografici per la regia di Louis Feuillade 1913-1914


locandina del primo film
Cast:
René Navarre (Fantômas)
Edmond Bréon (Juve)
Georges Melchior (Jerôme Fandor)
Renée Carl (Lady Beltham)  

Fantômas - Serial in tre episodi.  
Juve contre Fantômas - Serial in quattro episodi
Le mort qui tue - Serial in sei episodi
Fantômas contre Fantômas - Serial in quattro episodi  
Le faux magistrat - Serial in quattro episodi

Serial cinematografico statunitense in 20 episodi per la regia di Edward Sedgwick, prodotti in USA dalla “Fox” negli anni 1920-21
Fantômas Regia di Edward Sedgwick. Cast: Edna Murphy Edward Roseman Eva Balfour John Walker Lionel Adams John Willard Irving Brooks  


Film con il sonoro

Fantômas Primo film sonoro - 1932 Regia di Paul Fejos Cast: Jean Galland (Fantômas/Gurn), Tania Fedor (Lady Beltham), Thomy Bourdelle (Inspector Juve), Georges Rigaud (Charles Rambert), Jean Worms (Lord Beltham), Anielka Elter (Princess Danidoff), Gaston Modot  


Fantômas (1946) Regia di Jean Sacha Cast: Marcel Herrand (Fantômas), Simone Signoret (Hélène)  


Fantomas contro Fantomas - Fantômas contre Fantômas (1949) Regia di Robert Vernay Cast: Maurice Teynac, Aimè Clariond, Yves Furet, Alexandre Rignault.  


Trilogia con Louis de Funès e Jean Marais Regia di André Hunebelle
Cast:
Jean Marais (Fantômas/Fandor)
Louis de Funès (Juve)
Mylène Demongeot (Hélène)
Marie-Hélène Arnaud (Lady Beltham)  

Fantomas '70 - Fantômas (1964)  
Fantomas minaccia il mondo - Fantômas se déchaîne (1965)  
Fantomas contro Scotland Yard - Fantômas contre Scotland Yard (1966)  

2011  

Fantomas (Fantomas, 2011), di Christophe Gans con Vincent Cassel nel ruolo di Fantomas

venerdì 5 novembre 2010

Lullaby. La ninna nanna della morte – Barbara Baraldi

Contenuto

Una ragazzina fragile, un aspirante scrittore, un uomo alle prese con un'inquietante crisi personale e una madre soffocante. Tutti insieme, avvinti dall'orrore, si ritroveranno uniti da una catena di omicidi apparentemente inspiegabili e decisamente efferati. Sulla via della salvezza, soltanto una traccia di sangue che danza al ritmo di una ninna nanna mortale. Una musica ossessiva e un pugno di domande spaventose: cosa spinge una giovane studentessa a sprofondare in continue crisi di autolesionismo? È possibile uccidere nel nome della dea Ispirazione? Quale segreto è nascosto nel passato di quella che sembra una famiglia modello? Lullaby è una struggente melodia da cui non è possibile liberarsi, un incubo a occhi aperti, la macabra visione di un assassino prigioniero del suo stesso rituale.

Recensione

Due voci narranti, due generazioni diverse…
Marcello è un aspirante scrittore quarantenne che vuole scrivere un bestseller ma la “dea ispirazione” non ha mai posato il suo sguardo benevolo su di lui…
Giada è una ragazzina fragile e ribelle che odia la sua vita e non sopporta l’ipocrisia della sua famiglia...
Due protagonisti che nonostante la differenza d’età hanno qualcosa in comune: lo stesso senso di inadeguatezza che li fa sentire incompresi da tutti...
Nella prima parte, le due voci narranti ci raccontano la loro storia, i problemi con la famiglia, i pregiudizi, le frustrazioni, le ambizioni e la voglia di cambiare la propria vita.
Nella seconda parte iniziano gli omicidi e l'atmosfera cambia, diventa soffocante e si sente la paura e il senso d’angoscia dei protagonisti.
Sullo sfondo un paesino di provincia che nasconde inquietanti segreti...
Lullaby mi è piaciuto, è il primo romanzo di Barbara Baraldi che leggo e non sarà certo l’ultimo.
A parte il suo stile, mi è piaciuto molto il tratteggio dei personaggi e l’ambientazione gotica (come la descrizione dell’ex acquedotto, scenario di inquietanti scoperte).
Mi sono piaciute le citazioni di alcune canzoni famose ( come “lullaby” dei Cure e "heroes" di David Bowie) che descrivono gli stati d’animo dei protagonisti. E' stata una bella scoperta.
Consigliato

Titolo: Lullaby. La ninna nanna della morte
Autore: Barbara Baraldi
Editore: Castelvecchi (collana Le torpedini)
Data di Pubblicazione: 2010
ISBN: 9788876153785

sabato 23 ottobre 2010

Segnalazione uscita letteraria: Carpat Infinite Love di Karinee Price

Il Paranormal di Karinee Price alias Irene Pecikar

Contenuto

Tre racconti. Noir. Paranormal. Una ragazza. Il suo cane. Un viaggio sulla via del Carpat Trophy attraverso le foreste della Transilvania. La scoperta di una inquietante realtà: a volte il passato ritorna. La morte può essere una dolce e perversa utopia. Un istante per perdere tutto o ritrovare se stessi. La nebbia avvolge il destino diviso tra Amore eterno e oblio...
 

"Il nostro aspetto incute timore, siamo giovani e belli, sempre in forma, ma una tragedia si cela dietro alla nostra bellezza" "Il cielo plumbeo, di tanto in tanto, veniva illuminato da argentei lampi che precedevano boati terrificanti" "Talvolta è auspicabile che la fine, se vicina, arrivi in fretta." 


Per acquistare Carpat Infinite Love:

Su Lulu.com anche in formato ebook- pdf !

http://www.lulu.com/product/file-download/carpat-infinite-love/13006653?productTrackingContext=search_results/search_shelf/center/1


Su "ilmiolibro" e a breve in tutte le librerie Feltrinelli

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=535491



The booktrailer of "Carpat. Infinite love" of Karinee Price alias Irene Pecikar (seconda versione) from Cristina Contilli on Vimeo.

giovedì 21 ottobre 2010

Nero come il cuore – Giancarlo De Cataldo


“Nero come il cuore” è il romanzo d’esordio di Giancarlo De Cataldo (Giudice di Corte d'Assise a Roma, scrittore, traduttore, autore di testi teatrali e sceneggiature televisive), pubblicato nel 1989 con la Interno Giallo e ripubblicato nel 2002 in una versione riveduta e corretta.

Contenuto

Il contrasto tra i quartieri del lusso e quelli della miseria (come il contrasto tra Palazzo e Strada in Romanzo criminale) è lo scenario delle avventure di Valentino Bruio.
Bruio, un avvocato che dubita fortemente della legge, è nei guai. L'Ordine vuole levarselo di torno, di clienti neanche l'ombra. L'unico sarebbe un immigrato di colore che parla confusamente di un figlio in pericolo. Ma Bruio è stanco di "sfigati" e non gli dà retta. Quando scopre che l'uomo è stato ucciso, la sua crisi precipita. In coppia con Del Colle, poliziotto anomalo, inizia a modo suo un'indagine che lo porta a conoscere i potenti Alga-Croce: una donna sensuale e un enigmatico vecchio patriarca. Valentino è alle strette: una nuova vita con Giovanna o una, forse inafferrabile, verità?

Recensione

“Il diavolo, posso dire con certezza, non ha né zoccoli, né coda, né aculeo: non è, come certi saggi giurano, uno spirito, né di qua, né di là, non sta in nulla – eppure è in ogni cosa.
Lui è – ciò che noi siamo
Percy Bysshe Shelley

L’introduzione “diabolica” del poeta Shelley è perfetta per questo romanzo dai contorni amari e inquietanti.
Bruio, un avvocato che sta per essere radiato dall’ordine degli avvocati deve trovare l’assassino di Al, un uomo di colore che il giorno prima gli aveva chiesto aiuto per ritrovare suo figlio.
Non è un classico giallo ricco di colpi di scena, ma è piacevole da leggere.
Il protagonista non è come gli altri avvocati, è un uomo che non accetta compromessi, un puro; ma nonostante questo Bruio è un perdente, perché crede ancora nei valori eterni della giustizia e della verità…
Nonostante il primo anno di pubblicazione (1989) i temi sono tutti attuali, immigrazione, razzismo, pregiudizio, ecc.; per molti il capolavoro di De Cataldo è "Romanzo Criminale" ma questo romanzo non è da sottovalutare, è un esordio narrativo molto interessante...

Titolo: Nero come il cuore
Autore: Giancarlo De Cataldo
Editore: Einaudi
ISBN: 9788806172329
Dettagli: p. 213
Reparto: Narrativa italiana

domenica 18 luglio 2010

I Diabolici - Pierre Boileau e Thomas Narcejac

Trama

Fernand Ravinel è un rappresentante di commercio, ha trentotto anni e vive con sua moglie Mireille a Enghien vicino Parigi. Ha un amante, Lucienne (una dottoressa che ha curato Mireille qualche anno prima per una febbre tifoide) che ha ideato un piano diabolico, uccidere Mireille per intascare i soldi della polizza vita.
Nonostante le paure e le incertezze di Fernand, attirano con uno stratagemma Mireille in una villa isolata e la uccidono nella vasca da bagno. Dopo 48 ore buttano il corpo nel lavatoio di casa (tutti penseranno ad un incidente) e continuano con la messinscena preparata in precedenza.
Tutto procede per il meglio tranne un particolare…il cadavere scompare misteriosamente e Fernand inizia a ricevere dei messaggi da Mireille...
E’ l’inizio di un incubo…

“Dall'altro lato del corridoio, dei piedi scivolano sul parquet della camera da letto. Il lampadario si accende. La parte inferiore della porta dello studio s'illumina. Lei è dietro, proprio dietro, eppure non può esserci qualcuno dietro. Attraverso l'ostacolo, si ascoltano, il vivo e il morto. Ma da quale parte è il vivo, da quale parte il morto? ”

Recensione

Lui, lei e l’altra, sembra il solito triangolo amoroso eppure non è così…
Fernand Ravinel è un uomo vile e mediocre che viene convinto dall’amante ad uccidere la moglie per soldi, per lui “il suo delitto è un concatenamento di minute circostanze, di piccole vigliaccherie permesse per indifferenza”, e dopo l’omicidio inizia a vivere il suo incubo, con le paure e le incertezze che lo attanagliano fino alla drammatica decisione finale…
Mireille è la vittima, la dolce moglie che viene uccisa a tradimento dal suo caro marito e dalla sua migliore amica, ma è davvero così?
Lucienne è l’altra, l’amante diabolica, la vera burattinaia di questa storia perché convince il vile Ravinel ad uccidere la moglie, è il personaggio più ambiguo del romanzo, ama davvero Fernand o vuole solo i suoi soldi?
Anni fa ho visto la trasposizione cinematografica del romanzo, “i diabolici” di Henri-Georges Clouzot con Simone Signoret e Vera Clouzot, pensavo di conoscere la storia e invece mi sbagliavo, il romanzo è più bello, Pierre Boileau e Thomas Narcejac sono riusciti a creare un noir a tinte forti con un crescendo di tensione fino all’agghiacciante epilogo e la vicenda viene narrata dal protagonista Fernand che è la vera vittima della storia…
Avvincente.

Autori: Pierre Boileau Thomas Narcejac,
Titolo: I diabolici (Les Diaboliques (Celle qui n'était plus), 1952)
ISBN 978-88-8112-404-1
Editore: Fazi

domenica 4 luglio 2010

Thérèse Raquin - Émile Zola


Il naturalismo è una corrente letteraria nata in Francia nella seconda metà del 1800 come erede del positivismo.
Nel naturalismo il romanzo diventa uno strumento scientifico e rappresenta la realtà in tutte le sue forme, anche le più crude, facendo particolare attenzione agli aspetti sociali ed economici delle classi più umili.
Possiamo considerare come capofila di questo genere letterario lo scrittore francese Émile Zola.
Nel suo “romanzo sperimentale”, sostiene che il metodo sperimentale delle scienze deve essere applicata anche alla sfera spirituale e intellettuale dell’uomo, pertanto uno scrittore non deve scrivere stando seduto al tavolo di lavoro, ma deve uscire in mezzo alla gente, per sperimentare la realtà e riprodurla oggettivamente, senza l’intervento soggettivo dell'autore.

Nel 1867 pubblica “Thérèse Raquin”, che viene stroncato dalla critica ma che ottiene un notevole successo di pubblico.

Trama

Thérèse è una ragazza timida e schiva che non conosce i suoi genitori, è nata ad Orano dalla relazione del padre, il Capitano Degans con un’indigena; a due anni è stata affidata alle cure di sua zia, la signora Raquin e suo figlio Camille, un bambino malato e molto fragile.
La signora Raquin costringe i due cugini a sposarsi e poco dopo si trasferiscono in un appartamento umido e buio nel passaggio di Point-Neuf a Parigi, Camille trova lavoro nell’amministrazione ferroviaria, Thérèse e la signora Raquin aprono un negozio di merceria sotto casa.
Un giorno Camille incontra Laurent, un vecchio compagno di scuola (un ragazzo poco affidabile che ama vivere nell’ozio) che dopo essersi guadagnato la fiducia di Camille e l’amore materno della sig.ra Raquin diventa l’amante di Thérèse.
I loro incontri avvengono di pomeriggio, nella stanza di Thérèse, ma Laurent deve chiedere dei permessi per uscire dal posto di lavoro, e una sera il suo direttore minaccia il licenziamento se continua con queste assenze, e Laurent è costretto a rinunciare a Thérèse.
Questo pensiero lo rende folle, e inizia a progettare l’omicidio di Camille.
Così un giorno, andando tutti e tre in barca lungo la Senna, lo butta nell'acqua consapevole che non sa nuotare, e infatti annega.
Sono riusciti nel loro intento ma niente sarà più lo stesso…

Recensione

Thérèse Raquin è un dramma psicologico a tinte forti.
La storia è molto semplice, Thérèse e Laurent sono amanti ma lei è sposata con Camille, il miglior amico di Laurent, e non possono vivere insieme. Disperati decidono di uccidere Camille.
Sembra un triangolo amoroso come tanti, ma non è così.
Zola è riuscito a descrivere le sensazioni dei protagonisti con una precisione degna di un chirurgo, come lui stesso scrive nella prefazione della seconda edizione del romanzo:

“Ho avuto un solo desiderio: presi un uomo energico e una donna insoddisfatta, cercare in loro l’animale, non vedere nient’altro che l’animale, gettarli in un dramma violento e annotare scrupolosamente sensazione e atti di queste creature. Mi sono limitato a fare su due corpi viventi il lavoro analitico che i chirurghi fanno su due cadaveri”

Quello che mi ha davvero colpito di questo romanzo è l’egoismo dei protagonisti.
La vecchia sig.ra Raquin cresce Thérèse come una ragazza malata (invece è sanissima) e la costringe a sposare Camille, senza pensare ad altro che al suo avvenire e non a quello di Thérèse.
Per questo Thérèse all’inizio del romanzo, è schiva e timida, vegeta e non vive davvero, per lei le giornate sono tutte uguali, non cambiano mai finché non arriva Laurent, un uomo sano e forte (al contrario del marito che è debole e fragile) e Thérèse si trasforma da ragazza mite e schiva in adultera e selvaggia.
Laurent è un usurpatore senza scrupoli, non ha ucciso Camille solo per amore o passione, ma per prendere il suo posto e vivere alle spalle della sig.ra Raquin e di Thérèse come un nullafacente.
Camille è il protagonista assente, all’inizio del romanzo è quasi inesistente, dopo la sua morte diventa il terzo incomodo, l’ossessione che sconvolge le menti di Thérèse e di Laurent con il suo ricordo onnipresente.
Il romanzo mi è piaciuto, avevo letto altre due opere di Zola che mi avevano piacevolmente colpito, “il ventre di Parigi” e “Nana”, devo ammettere che mi piace il suo modo diretto di descrivere il dramma interiore dei protagonisti, che non si manifesta solo con le loro angosce e le loro paure, ma anche sulla pelle, come la ferita che non cicatrizza sul collo di Laurent, inflittagli da Camille prima di morire... come un marchio di Caino inciso sulla pelle...
Consigliato agli amanti dei romanzi psicologi e dei noir.


Autore: Émile Zola
Titolo: Thérèse Raquin
ISBN-13: 9788854120785
Editore: Newton & Compton

domenica 6 giugno 2010

Nero n. 9 - Massimo Jr D’Auria

Nota di copertina:

9 racconti.
9 storie slegate
dove il 9 non è solo un numero e
dove il nero si tinge di rosso sangue.
I protagonisti sono avvinti in una spirale
senza uscita.
Nessuna quiete.
Nessun paradiso per loro.
Solo la dannazione è dietro l'angolo.
Tutto questo è:
Nero N.9



Ho letto con piacere, questa antologia di racconti di Massimo Jr D’Auria, un autore giovanissimo che ho scoperto per caso sul social network “anobii”.
Mi è piaciuto il booktrailer e mi ha incuriosito il titolo: Nero n. 9

Nero come le storie raccontate dal punto di vista criminale, con un antieroe come protagonista.

9 come un numero che ricorre spesso nella mitologia, nella religione, nella letteratura, nella biologia e nell'occulto; Le muse dell'arte erano 9, nel cristianesimo il 9 rappresentava il miracolo, in quanto 3 al quadrato, il simbolo della trinità, nella Vita Nova, Dante identificava nel numero 9 la massima espressione dell'amore divino, 9 sono i mesi di gestazione per il genere umano, per gli occultisti invece, rappresenta il 6 al contrario ovvero il numero della “bestia” (666),

nell'antologia di racconti, rappresenta 9 storie di ordinaria follia...

Le storie sono ambientate a Napoli, al tempo d’oggi, i personaggi principali sono persone comuni, che in un attimo di follia o con premeditazione, diventano spietati assassini.

Ogni racconto narra il punto di vista del protagonista, cercando di capire le motivazioni del suo gesto.
I temi sono tutti attuali, uomini mediocri che sfogano la propria frustrazione picchiando le proprie compagne (Artisti), uomini esasperati che non sopportano gli sguardi di accusa delle persone vicine (questione di sguardi), vendette per i torti subiti (L’indegno - Tutta colpa sua – Io, Puttana – Predestinazione), persone ingenue che si lasciano influenzare da maghi ciarlatani (Lettere al mago Gesuele), autodifesa (Vita Nuova), desiderio di libertà (Caos)

Sono le storie che riempiono i giornali di cronaca nera.

Commento

L’antologia mi è piaciuta, certo ho preferito alcuni racconti ad altri, ma è un buon lavoro, e merita di essere letto.

la mia top 3:
Tutta colpa sua, scritto davvero bene e con un finale a sorpresa
Questione di sguardi, un'analisi lucida della follia umana, tra i più drammatici
Vita Nuova, veramente carino, la seconda parte inaspettata

ultimo posto:
L'indegno, più che altro ho trovato il finale prevedibile

L'autore:
Massimo Junior D’Auria nasce il 6/11/1989 a Napoli, ma risiede a Casavatore(NA) da diversi anni. Ha conseguito il diploma di Liceo Scientifico nell’anno 2007/2008 e adesso frequenta la facoltà di lettere della Federico II di Napoli, nella fattispecie il corso di laurea in lettere moderne.

I suoi racconti sono stati pubblicati in diverse antologie tra cui:
Giulio Perrone Editore [ira, superbia, accidia (nella serie dei sette vizi capitali), in treno];
9muse.net (Amore 2.0 - amori liquidi e ipertecnologici);
Delos Books (365 racconti erotici per un anno, non ancora pubblicato, in quanto sono ancora in corso le selezioni).
In più a inizio giugno 2009 ha pubblicato la prima raccolta di racconti, intitolata “La vita degli altri” edita da Arduino Sacco editore.

ISBN-10: 8896746027
ISBN-13: 9788896746028
Editore: Sogno Edizioni
il booktrailer dell'antologia