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lunedì 18 maggio 2015

Segnalazione: L'eredità di Louisa May Alcott

Cari lettori questa settimana vi segnalo una nuova uscita della Jo March Agenzia letteraria, una casa editrice che pubblica libri della letteratura mondiale mai tradotti in lingua italiana. Questa volta hanno scelto il romanzo d'esordio della mitica Louisa May Alcott. 

L'eredità 

In libreria dal 31 maggio


Università di Harvard. È una luminosa giornata di luglio di qualche anno fa. Tra le pareti della Houghton Library, qualcuno consulta febbrilmente lo schedario, e d’un tratto rimane col fiato sospeso. I ricercatori Joel Myerson e Daniel Shealy hanno fatto richiesta, soltanto qualche giorno prima, di visionare un carteggio familiare di una delle più importanti scrittrici americane del xix secolo, del quale però scoprono non sia rimasta alcuna traccia. Una scheda di pochi pollici pare spalancare, invece, una possibilità del tutto inaspettata: «Alcott, Louisa May. L’eredità. Manoscritto autografo; 1849».
In preda allo sconcerto e all’entusiasmo, scarabocchiano in fretta il numero di collocazione e consegnano la richiesta di prestito ai bibliotecari. Tra le carte del loro tavolo di lavoro fa capolino, come un magico scrigno venuto dal passato, un taccuino rosso, delle dimensioni di un diario, che reca una scrittura inconfondibile. Sulla parte interna della copertina trovano attaccato un cartoncino con su scritto: «Il mio primo romanzo | scritto a diciassette anni | High St. Boston».
Quasi increduli, i due studiosi iniziano a leggere le pagine di un’affascinante storia trascurata fino a quell’istante: protagonista è Edith Adelon, una povera orfana di origini italiane, accolta e allevata dalla nobile famiglia inglese degli Hamilton, presso i quali diviene istitutrice e poi compagna della giovane Lady Amy. Una lunga lettera svelerà alla ragazza l’inverosimile mistero della sua nascita. Scritto sotto l’influenza dei romanzi gotici in voga al tempo, ancora acerbo nello stile eppure originale nella stesura, L’eredità è, dunque, l’incantevole primo esperimento letterario di colei che diventerà la celebre Autrice di Piccole Donne. .

L'autrice

Louisa May Alcott (1832-1888), una delle più importanti autrici americane di sempre, era figlia del trascendentalista Amos Bronson. Dedicò tutta la vita alla sua famiglia, che ricordò attraverso i personaggi della famiglia March in "Piccole Donne", primo libro della nota saga che appassionò lettori di tutto il mondo, garantendole fama e ricchezza. Sotto pseudonimo, scrisse romanzi e racconti di ambientazione gotica e genere sensazionalistico.

Titolo: L' eredità
Editore: Jo March
Collana: Atlantide
Data di Pubblicazione: 31 maggio 2015
ISBN: 8890607696
ISBN-13: 9788890607691
Pagine: 144
Prezzo: €. 12,00

Un vero e proprio omaggio ad una scrittrice tanto amata (la casa editrice prende il nome dalla protagonista di "Piccole donne").
Sicuramente sarà una delle mie prossime letture.

venerdì 25 luglio 2014

Ultime novità: Gli innamorati di Sylvia di Elizabeth Gaskell

Cari lettori
vi segnalo l'uscita di un nuovo romanzo targato Jo March, la casa editrice che pubblica i libri della letteratura mondiale mai tradotti in lingua italiana.


Gli innamorati di Sylvia di Elizabeth Gaskell

l'autrice del celebre romanzo Nord e Sud (1855).

Tradotto da Mara Barbuni e prefato da Francesco Marroni, Gli innamorati di Sylvia è il sesto volume della collana Atlantide, una serie che si prefigge di far affiorare in superficie scrigni preziosi e ancora sconosciuti: pagine nuove da decifrare che possono ancora brillare dell’antica luce, perché capolavori letterari soltanto sopiti. “Atlantide” vuole essere una collana di piccoli tesori, della classicità così come del contemporaneo. Il libro che apre squarci di riflessione e suscita le emozioni più profonde dell’uomo, che parla al lettore contemporaneo pur fotografando realtà apparentemente lontane, quel libro è già un libro di Atlantide. 

Dalla quarta di copertina:
“Nel novembre del 1859, senza rivelarne le ragioni, Elizabeth Gaskell trascorse una vacanza di quindici giorni nella nebbiosa Whitby, una cittadina sulle coste dello Yorkshire. Qui fece lunghe ricerche sulla caccia alla balene, sull’arruolamento forzoso dei marinai nelle flotte britanniche durante le guerre contro la Francia e sulle ribellioni popolari che si opposero alla coscrizione. Al suo ritorno a casa iniziò a scrivere un nuovo romanzo. Così Whitby diventò Monkshaven, conservandone tutto: l’abbazia, il porto, le fattorie, il respiro del mare e l’abbraccio delle brughiere. La sua penna si mise ancora una volta a narrare appassionatamente la storia degli umili; la storia più triste che avesse mai scritto, come la stessa Autrice definì il racconto di Sylvia Robson e dei suoi due innamorati, Charley Kinraid, l’impavido e virile ramponiere, e Philip Hepburn, il commesso che vive dietro il bancone di una bottega e passa le ore a misurare stoffe e a calcolarne il costo. Ma la realtà non è mai interpretabile in modo univoco, gli eventi si susseguono imprevedibili e mutano le persone. Solo il mare, che Sylvia contempla immobile sulla spiaggia, rimane sempre identico a se stesso, con il fragore dei suoi flutti impetuosi, con il suo linguaggio che parla di eternità.”

Dall’Introduzione di Francesco Marroni: «Sylvia’s Lovers mostra, in ultima analisi, che non esistono mai facili formule che consentano di interpretare in modo univoco la realtà. Gli eventi mutano e mutano anche le persone – chi è vigliacco può divenire coraggioso, chi è timorato di Dio può divenire ribelle e trasgressivo. Ma, a parte questa lezione, peraltro anche abbastanza ovvia, l’opera gaskelliana fa di Sylvia Robson, alla fine della narrazione, un’eroina della liminarità. La sua presenza sulla spiaggia di Monkshaven, su quella sottile linea in cui il mare e la terra s’incontrano, rivela come il personaggio sia una figura della complessità, costruita per vivere nel punto di frizione tra due mondi e, per tale ragione, condannata a esperire la crisi di un cambiamento che, in questo caso, significa solamente dolore, negazione di sé e sacrificio. […] Al lettore rimane nitida l’immagine di una donna in silenzio che, dopo aver perdonato il marito, tende l’orecchio al rumore delle onde che senza fermarsi mai continuano la loro corsa verso quella sponda: «And in the stillness she heard the ceaseless waves lapping against the shelving shore». Ed è su questo improvviso rivelarsi della presenza del mare, che l’eroina, infine, innesta la sua consapevole riflessione sull’umana finitudine e sulla vanità di tutte le cose.»

  • Titolo: Gli innamorati di Sylvia
  • Autore: Elizabeth Gaskell
  • Curato da: Ricci L., Mastroianni V.
  • Traduttore: Barbuni M.
  • Editore: Jo March
  • Collana: Atlantide
  • Data di Pubblicazione: Giugno 2014
  • ISBN: 8890607661
  • ISBN-13: 9788890607660
  • Pagine: 576
  • Prezzo: €. 15,00

lunedì 16 dicembre 2013

Ultime novità: Jane Austen: i luoghi e gli amici di Constance Hill

Cari lettori,
dopo un mese di assenza, torno online con un’anteprima che piacerà a tutti i fan di Jane Austen.

Da oggi in libreria, una novità letteraria targata Jo March – Agenzia letteraria in collaborazione con l’associazione culturale “JASIT”  Jane Austen Society of Italy.

"Jane Austen: i luoghi e gli amici" di Constance Hill
(con le illustrazioni della sorella Ellen)

Il diario di viaggio delle sorelle Hill, due grandissime ammiratrici di Jane Austen che nel 1901 hanno affrontato un lungo viaggio attraverso i luoghi,  le relazioni e tutto quello riguarda la nostra amata Jane.

Il romanzo

Nel 1901, le sorelle Constance ed Ellen Hill infilarono in valigia taccuini e matite, noleggiarono un calesse vecchio stile e partirono alla ricerca di “Austenland”, come chiamarono, in modo bizzarro e ingegnoso, il mondo di Jane Austen – quel luogo fisico (l’Inghilterra della sua vita e dei suoi romanzi) ma anche letterario (il microcosmo delle persone della sua vita ma anche dei suoi personaggi) e soprattutto metafisico (la fonte dei sentimenti generati nei suoi lettori) sul quale regna incontrastato e sempre rigoglioso il suo genio creativo, da oltre duecento anni. Il pellegrinaggio di due Janeites della primissima ora, “due di noi”, alla scoperta delle tracce terrene della vita quotidiana della grande scrittrice, dà così vita a un’originale biografia sotto forma di diario di viaggio, in cui le impressioni personali ed entusiaste della biografa-ammiratrice di fronte ai luoghi austeniani convivono con le informazioni raccolte dal vivo lungo l’itinerario e con le stesse vibranti parole di Jane Austen, tratte dai romanzi e dalle lettere, ma anche dalle testimonianze dei suoi familiari, così come le ha raccolte il nipote James Edward Austen-Leigh nel prezioso Memoir, la prima biografia mai pubblicata. «Ora chiederemo ai nostri lettori, con l’immaginazione, di rimettere indietro le lancette del tempo a più di cento anni fa e di venire con noi alla presenza di Miss Austen».(dalla Prefazione)

Dal romanzo:

In una bella mattina di metà settembre, un calesse di campagna si apriva la via attraverso le stradine dello Hampshire. Vi erano sedute due appassionate ammiratrici di Jane Austen, armate di penna e matita, ansiose di vedere i luoghi dov’era vissuta, osservare gli scenari che aveva osservato, e imparare tutto quanto era possibile imparare sull’ambiente che la circondava.
Il calesse in questione era stato preso a noleggio in un villaggio di campagna da un fabbro ed era guidato dalla moglie di quest’ultimo. La buona donna sapeva poco più di noi (le viaggiatrici) a proposito delle ventidue miglia di itinerario attraverso la campagna che ci si stendevano dinanzi. Ad ogni modo, ci sarebbero stati i cartelli stradali a guidarci e, senza dubbio, dei passanti a cui chiedere, e nel frattempo il nostro robusto pony trottava così svelto che pareva pronto a compiere un viaggio addirittura più lungo.
Avevamo studiato la mappa e immaginato che, grazie a varie scorciatoie, saremmo potute arrivare a destinazione prima dell’imbrunire. Ma, ahimè, le scorciatoie! Ci sentimmo indecise sulla scelta da fare fin dal primo bivio!

L’autrice

Mary Constance Hill (1844-1929), scozzese di nascita, ha vissuto nel sobborgo londinese di Hampstead sin da bambina. Scrittrice e biografa, nel 1917, in occasione del centenario della morte di Jane Austen, il 18 luglio 1917, insieme alla sorella Ellen (artista che ha illustrato quasi tutte le sue pubblicazioni) si recò a Chawton, nello Hampshire, dove si svolse una cerimonia di commemorazione durante la quale venne inaugurata una targa in onore della celebre scrittrice. Qualche anno prima, nel 1901, le due sorelle avevano compiuto un viaggio nei "luoghi" della "cara zia Jane", esperienza dalla quale prese vita la biografia "Jane Austen: i luoghi e gli amici".

L’autrice: Mary Constance Hill
Titolo Jane Austen: i luoghi e gli amici
 Illustrazioni di Ellen G. Hill
Cura e traduzione di Silvia Ogier, Mara Barbuni, Giuseppe Ierolli, Gabriella Parisi
Introduzione di Silvia Ogier
Isbn: 9788890607646
Pagine: 240
Collana: Atlantide
Prezzo: € 14,00

venerdì 20 settembre 2013

Ultime novità: "Vecchi amici e nuovi amori" immaginario seguito dei romanzi di Jane Austen di Sybil Grace Brinton

Cari lettori,
Vi segnalo un’interessantissima uscita targata Jo March edizioni, una casa editrice specializzata nei romanzi dimenticati o mai pubblicati in Italia.
Dopo "Nord e Sud", "La storia di una bottega" e "La casa sfitta", questa volta hanno deciso di omaggiare la mia amatissima Jane Austen con il primo sequel dedicato ai suoi romanzi.

"Vecchi amici e nuovi amori" di Sybil Grace Brinton

una storia pubblicata nel 1913 dove s’intrecciano le vite dei protagonisti più amati della Austen con nuovi personaggi creati dall’autrice.
Il romanzo arriverà in libreria dal 26 settembre 2013

Dalla quarta di copertina:

I libri che amiamo finiscono sempre troppo presto. Girata anche l’ultima pagina, siamo invasi da una pungente malinconia per quel racconto che ha toccato la nostra vita e poi si è chiuso per sempre. Questo è ciò che prova un devoto Janeite alla fine di ogni storia nata dalla penna di Jane Austen.
Esattamente un secolo fa, lo stesso sentimento deve aver tormentato Sybil Grace Brinton, spingendola, inconsapevole di dare inizio a un genere letterario fortunatissimo, a scrivere Vecchi amici e nuovi amori, il primo sequel austeniano di cui si abbia notizia, pubblicato proprio nel 1913 dall’editore londinese Holden & Hardingham.
Un gioco letterario che tenta di portare tutti in una volta sulla scena i personaggi principali dei romanzi canonici della “cara zia Jane” e «di tenere le fila della vicenda, mettendoli in relazione tra loro con un andamento narrativo che non fa mai pensare a forzature, ma conduce con naturalezza a far diventare James Morland (L’abbazia di Northanger) rettore della parrocchia dove abitano i Bingley (Orgoglio e pregiudizio) e a far apparire Edward Ferrars e la moglie Elinor (Ragione e sentimento) nella vicina Pemberley con lo stesso incarico, o a far incontrare William Price (Mansfield Park) con i Knightley (Emma) a Londra, per poi passare dai suoi amici Wentworth (Persuasione) a Winchester.
Ci ritroviamo così in una sorta di famiglia allargata, molto simile, per inciso, a quella reale di Jane Austen, dove i rapporti di parentela si uniscono a quelli riguardanti amici e conoscenti, in una ragnatela di relazioni che porta a compimento molti dei destini, in particolare matrimoniali, lasciati in sospeso nei romanzi austeniani

"Vecchi amici e nuovi amori" di Sybil G. Brinton
Traduzione di Camilla Caporicci
Introduzione di Giuseppe Ierolli
A cura di Valeria Mastroianni e Lorenza Ricci
isbn 978-88-906076-3-9
(pp. 352)
Euro: 14,00

mercoledì 7 agosto 2013

La casa sfitta - C. Dickens, E. Gaskell, W. Collins e A. Procter

Recensione 

Pubblicato nel 1858 nell’edizione natalizia della rivista “Household Words” di Charles Dickens, “la casa sfitta” (A House to let) segna la prima collaborazione letteraria tra quattro bravissimi autori dell’era vittoriana; Charles Dickens, Wilkie Collins, Elizabeth Gaskell e Adelaide Anne Procter.

Quanti misteri si celano dietro le mure abbandonate di una vecchia casa vittoriana? 

La protagonista del romanzo è Sophonisba, un’anziana signorina che decide di trasferirsi a Londra per problemi di salute. Grazie al suo fedele maggiordomo e braccio destro, Trottle, trova una sistemazione adatta alle sue esigenze, ma adiacente ad una vecchia casa abbandonata da parecchi anni. Dopo alcuni giorni, Sophonisba nota qualcosa di strano nella casa sfitta, infatti vede un occhio che la osserva dalla finestra rotta. Ossessionata dalla sua scoperta chiede a Trottle e a Jarber (un suo vecchio spasimante che le chiede ancora di sposarlo), di indagare sulle persone che abitavano nella casa per scoprire il segreto di questa dimora abbandonata. I due sveleranno vari intrighi e rivelazioni incredibili…

Mi piacciono molto i mistery ottocenteschi e ho apprezzato questo breve romanzo scritto a più mani. La storia è scorrevole e piacevole da leggere.
Il primo e l’ultimo capitolo sono stati scritti da Dickens e Collins, gli altri da ogni autore, e nonostante la brevità del testo si riconoscono gli stili letterari dei quattro scrittori, ad esempio il racconto del nano scritto da Dickens, riprende vari temi sociali cari all’autore (come le disavventure di personaggi indifesi), lo stesso si può dire con l’introspezione psicologica dei personaggi della Gaskell o la suspense che Wilkie Collins, il padre del poliziesco, riesce a creare in poche pagine, senza dimenticare la storia in versi della Procter, autrice molto apprezzata da Dickens.

Se vi piacciono le storie vittoriane non potete perdere questo romanzo.

Titolo: La casa sfitta
Autore: Charles Dickens, Elizabeth Gaskell, Wilkie Collins, Adelaide Anne Procter
Isbn: 978-88-906076-2-2
Formato: 14x21, brossura
Editore: Jo March Agenzia letteraria
Traduzione: Camilla Caporicci, Valeria Mastroianni, Lorenza Ricci
Introduzione: Camilla Caporicci
Prezzo: 12,00 €

giovedì 6 giugno 2013

Segnalazione: La casa sfitta di C. Dickens, E. Gaskell, W. Collins e A. Procter

Cari lettori,
dal 28 giugno arriverà in libreria, un romanzo pubblicato nel 1858 sulla rivista “Household Words” di Charles Dickens.

La casa sfitta (A House to let)

una collaborazione letteraria tra Charles Dickens, Wilkie Collins, Elizabeth Gaskell e Adelaide Anne Procter, pubblicato per la prima volta in italiano dalla Jo March Agenzia Letteraria - collana Atlantide: “una collana di piccoli tesori, che fa riaffiorare in superficie scrigni preziosi e ancora sconosciuti”.

Il romanzo:

Mute testimoni di relazioni umane, le mura di una casa custodiscono nel silenzio i segreti degli uomini che le hanno abitate. Eppure certe case hanno assorbito così profondamente il loro contenuto, che esso si palesa all’esterno in tutto il suo inquietante aspetto.
Nido, o prigione? Quale mistero avvolge la casa sfitta che ossessiona la signora Sophonisba? Cosa si cela dietro le persiane scorticate e il fango che oscura i vetri dai quali nessuno parrebbe più affacciarsi?
Due investigatori speciali tenteranno di mettere pace nel cuore della loro prediletta: il fedele Trottle e il premuroso Jarber si sfideranno a colpi di manoscritti, di senili e tenere scenate di gelosia, e di coraggiose sortite nella casa.
Mettetevi comodi: un regista d’eccezione come Charles Dickens ha scritturato i migliori Autori sulla piazza per svelare, attraverso un intreccio impeccabile e una scrittura potente che lasciano semplicemente senza fiato, l’arcano della perturbante casa sfitta.


"A House to let" è stata la prima collaborazione tra i quattro scrittori, anche se Collins e Dickens avevano lavorato con la Procter nelle precedenti storie di Natale per la rivista nel 1854, 1855, e 1856.
Collaboreranno di nuovo nel 1859 con "La casa dei fantasmi", pubblicato nel numero di Natale della rivista “All the Year Round”, il successore di Household Words, che Dickens aveva creato dopo una lite con i suoi editori.
(fonte wikipedia)

Titolo: La casa sfitta
Autore:  Charles Dickens, Elizabeth Gaskell, Wilkie Collins, Adelaide Anne Procter
Isbn: 978-88-906076-2-2
Formato: 14x21, brossura
Prezzo: 12,00 €
Traduzione: Camilla Caporicci, Valeria Mastroianni, Lorenza Ricci
Introduzione: Camilla Caporicci
A cura di: Camilla Caporicci